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lunedì, dicembre 24
mercoledì, dicembre 05  Voglio dare il mio benvenuto ufficiale al Dalai Lama, da oggi in visita a Milano. Ci tengo a usare l'aggettivo "ufficiale" visto che tutta la nostra classe politica si sta nascondendo dietro visite ufficiose, private, in quanto autorità religiosa e non politica ecc. E tutto per cosa? Per non scontentare la Cina, che lo considera un pericoloso capo dissidente e minaccia ritorsioni economiche o la mancanza del proprio appoggio per il voto sull'Expo per Milano. Che vergogna! E quanto sono incavolata! Ma stiamo scherzando?! Chi è che ha invaso il Tibet? Vogliamo parlare della cinesizzazione graduale di quel paese, dell'esilio forzato di centinaia di migliaia di tibetani? I cinesi sono economicamente forti e noi abbassiamo il capo, permettiamo che si venga ricattati dai toni dei vari ambasciatori cinesi e permettiamo la loro ingerenza nel nostro Stato?! La Merkel in Germania se n'è fregata e ha invitato ufficialmente il Dalai Lama. E noi? Tutti nascosti, tutti pusillanimi! Ci facciamo ricattare e dimostriamo ancora una volta che l'economia è superiore alla morale. Vogliamo difenderci? Loro minacciano ritorsioni? Benissimo e noi minacciamo di boicottare le loro Olimpiadi di Pechino! Vediamo quanto ci perdono 'sti simpaticoni! Ma già, è molto più pericoloso Bin Laden di uno stramaledetto ambasciatore cinese...
 E così le "Desperate housewives" sono tornate! Mi chiedo in base a quale strana logica, al solito, i programmatori Rai abbiano deciso di piazzarle in seconda serata. E soprattutto perché le abbiano messe dopo quella ciofeca di "Ghost Whisperer". Ho provato a guardarne un pezzo, ma è assolutamente osceno! Mi ricorda un po' "Streghe" e non è un complimento. Una che forse è morta, forse no, vaga nel limbo, la protagonista che sogna, vede gli zombie, la musica invasiva a sottolineare anche le virgole di una possibile (ma improbabile) suspence... Uff! Meno male che giovedì torna "Medium"! E a seguire "In Justice" di cui non so nulla a parte il fatto che c'è protagonista Kyle MacLachalan, che evidentemente ha trovato una seconda vita nei telefilm, visto che è presente anche nelle Casalinghe come nuovo e inquietante marito di Bree. Riguardo alle Casalinghe, è sempre un piacere seguirne le vicende, come se fossero un po' delle amiche riviste dopo qualche mese, anche se purtroppo non c'è più molto di nuovo da aspettarsi e tutto rischia sempre di scivolare un po' troppo nel melò per i miei gusti.
martedì, dicembre 04  Questo weekend sono riuscita a vedere "Control", il film di Anton Corbijn sulla vita di Ian Curtis, tormentato leader dei "Joy Division". La location della proiezione non era proprio delle più agevoli e tecnicamente all'avanguardia, ma dato che i nostri lungimiranti e illuminati distributori per ora non hanno intenzione di farlo arrivare nelle sale italiane, ho dovuto cercarlo in una serata organizzata ad hoc in un centro sociale a Varese! La vita, le liriche e il suicidio di Ian Curtis hanno segnato molte esistenze di una certa generazione, che amava i Joy Division, e lui è diventato l'icona di un periodo e di un malessere esistenziale totalizzante. Il regista era anche il fotografo del gruppo, ne ha seguito le vicende e ha considerato questo film come un progetto personale, qualcosa che andava fatto. E il film riflette perfettamente queste intenzioni registiche. Tutto aderisce perfettamente alla realtà, nessun volo pindarico, nessun estroso movimento di macchina, nessuno spazio alla levità del sogno. E come poteva essere altrimenti? Ian Curtis era un ragazzo sofferente di crisi epilettiche, timido e molto tormentato, che si è trovato a dover affrontare un successo improvviso che non era in grado di gestire. Un ragazzo che amava due donne e non sapeva come fare. Un vero poeta che si sarebbe trovato meglio in una stanza chiusa piuttosto che su un palco o davanti alla tv. Il bianco e nero è perfetto, perché i Joy Division erano bianco e nero, le sue liriche lo erano, e la sua vita e la sua morte anche, come mostra la bellissima scena finale. Lascio qui anche il trailer del film, con scene mescolate del film e della realtà, per mostrare quanto Corbjin volesse aderirvi perfettamente. Un film da vedere, in qualche modo.
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