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giovedì, settembre 28 Per "Nuovomondo" di Crialese non basterebbe un post normale scritto in orario di lavoro. Per "Nuovomondo" dovrei rispolverare un italiano antico e ormai desueto, ponderare ogni riga e ogni aggettivo, usare parole lievi... Siamo agli inizi del '900 in una terra arida e disperata, in un'Italia in cui basta fare pochi chilometri su un carretto trainato da un asino per arrivare in un'altra realtà. Figurarsi cosa può immaginare la famiglia Mancuso di quel mondo lontano, l'America: animali e ortaggi giganti, un fiume di latte in cui ci si può fare il bagno... Vale la pena vendere gli animali, comprare dei vestiti appartenuti a dei morti, prendere la nave e cercare la speranza laggiù. Crialese alterna momenti tragici, in cui la cinepresa è al livello della miseria e del dolore dei disperati (la tempesta nelle stive) a momenti poetici e toccanti (il carrello che segue lo scambio di sguardi tra la signorina Luce e Mancuso, Ellis Island e la vecchia che si immerge nella doccia ) ad altri onirici e magici (uno su tutti il bagno nel latte). Non si entra così facilmente in America, le donne devono essere sposate (non importa come e con chi), bisogna superare i test psicologici e medici e bisogna seguire le regole. Chi non riesce a entrare? Chi è "difettoso", chi mette in discussione tali regole, chi è portatore di una magia ancestrale che non può venire riconosciuta dai test degli scienziati. Per quelli non c'è posto e le conseguenze si vedono adesso... Non voglio aggiungere altro, non voglio rovinare la magia della visione di questo film magico e toccante, assolutamente da vedere.
mercoledì, settembre 27 Ieri sera sono capitata per caso su Sky Vivo mentre trasmettevano un programma che mi ha lasciato basita. Si intitola "The sex inspectors" ed è un reality che si prefigge di aiutare le coppie che hanno problemi di natura sessuale. Infatti la prima scena in cui mi sono imbattuta mostrava la coppia filmata con una telecamera a infrarossi mentre provava ad avere un rapporto. I due malcapitati erano osservati attraverso un monitor in studio dai due esperti, un uomo e una donna, che commentavano la situazione, le possibili soluzioni ecc. E così l'esperto mostra alla ragazza, grazie a un fallo trasparente, quale sia il punto migliore da stimolare con la lingua e le dice di esercitarsi leccando la propria mano! A lui viene mostrato come massaggiare lei, in che punti, in modo che lei si senta pronta a..., dal momento che abbiamo visto prima (e lei se n'è lamentata) che gli approcci di lui si limitavano a buttarsi addosso a lei mentre erano sul divano. Poi vengono insegnate nuove posizioni (dato che lei è un po' grassoccia) e proposti nuovi giochini, fra cui un vibratore che si anima ogni volta che lui le manda un sms... Dopo queste lezioni i due vengono rimandati a casa, osservati dai due esperti. E così vediamo che i due, a cui è stato ordinato di spegnere la tv, stanno immobili annoiati sul divano, poi però li vediamo sempre con gli infrarossi mentre mettono in pratica a letto le posizioni imparate e i due esperti riescono a contare ben cinque posizioni nuove, poi ecco lei che sta riordinando i piatti e a un tratto sorride perché (split-screen) lui le ha appena inviato un sms... Il risultato di tutto ciò? I due hanno capito che i loro problemi sessuali erano solo una spia di un'incompatibilità più profonda e si sono lasciati! Però che coraggio...
martedì, settembre 26  Ho scoperto Carofiglio un po' in ritardo, dopo aver letto l'ottimo " Il passato è una terra straniera", un libro che ho consigliato a chiunque. Mi ero ripromessa di comprare in futuro qualsiasi cosa uscisse scritta da lui. Ed ecco arrivare questo " Ragionevoli dubbi". Scopro che il protagonista, l'avvocato Guerrieri, è già stato presente in due libri precedenti, ma io lo conosco solo da queste pagine. Seguo così le sue vicende legali, che si intrecciano con pericolose vicende sentimentali e con ricordi della propria giovinezza. L'avvocato deve difendere un cliente di cui si ricorda benissimo, a cui in gioventù l'aveva giurata. Eticamente è giusto che lui lo difenda? Questo cliente ha anche una moglie splendida e apparentemente sembra colpevole, anche se lui sostiene di essere stato incastrato. E' corretto mettere in forse l'operato dell'avvocato che l'aveva difeso prima di lui? Riuscirà a difendere quell'uomo, quando una parte di sè vorrebbe vederlo in carcere, per vendicarsi di quell'episodio lontano e per lasciare sola una bella moglie da consolare? I "ragionevoli dubbi" dell'avvocato Guerrieri sono questi, ma sono anche quelli della giustizia italiana, in base ai quali si permette a un uomo di essere condannato o meno... Il libro fila come un treno, avrei potuto terminarlo in una giornata, se ne avessi avuto il tempo, Carofiglio è bravo a narrare per almeno tre quarti del libro. Sono rimasta un po' con l'amaro in bocca riguardo al finale, tanta carne al fuoco, una tragedia annunciata, un possibile pericolo, la spada di Damocle di una vendetta malavitosa e invece... Andrò comunque a comprare i due precedenti libri, l'avvocato Guerrieri mi piace.
lunedì, settembre 25 Dopo l'inaspettato successo del primo episodio "La maledizione della prima luna", la Disney ha pensato bene di dover investire il ricavato in altri due episodi e ha imbastito in fretta e furia una storiella che reggesse, mantenendo rigorosamente gli stessi personaggi, la stessa struttura e la stessa trama avventurosa e fantastica. Cosa ne è uscito? Per il momento: "Pirati dei Caraibi: la maledizione del forziere fantasma". Un tipico episodio di mezzo che risente nella prima parte del necessario raccordo col primo film e nella seconda parte della necessità di tenere il finale aperto in previsione del terzo film. La storia in sè è un po' annacquata e tirata per le lunghe, si perdono spesso le fila del racconto, distratti dalla spettacolarità degli effetti speciali e delle battaglie... Jack Sparrow/Depp è sempre il migliore, ma c'era bisogno di dirlo? Qui secondo me perde un po' della sua forza, perché è meno caratterizzato, sembra un po' un cartone animato senza spessore. La Knightley e Bloom sono acqua fresca più del solito. Bella la storia del forziere, di Turner, del cuore di Davy Jones... un po' meno il corollario inglese. Una simpatica baracconata con troppi minuti roboanti, ma da un blockbuster te lo aspetti. Mi sono divertita, non mi sono annoiata, non posso dire mi sia piaciuto, ma nemmeno che non mi sia piaciuto, è stato nè più nè meno quello che mi aspettavo, ed è servito al suo scopo: farmi andare a vedere il terzo episodio che, sono convinta, sarà migliore di questo. Gli ultimi minuti però mi hanno dato un balzo al cuore, mi hanno risvegliato dal fiabesco "torpore da entertainment": un bacio, un sorriso, una parola "Piratessa" e un balzo con la spada sguainata. Ok, comincia il bello!
giovedì, settembre 21  Da ragazzina, da adolescente e anche un po' più in là nel tempo ti capita di amare gruppi musicali che crescendo ti vergogni un po' di aver amato (ehm, Miguel Bosè alle elementari!). Altri non superano la prova del tempo, non significano più niente per te e li abbandoni, a me è capitato con The Cure, non mi interessano più. Invece Adam Ant è rimasto sempre con me, quando torno a casa dei miei ed entro in quella che era la mia camera, uno dei poster rimasti appesi è proprio il suo. L'avevo trovato a San Francisco quando avevo 15 anni e me lo sono portato dietro per tutto il viaggio, in mano perché temevo si sciupasse. Ho ancora in mente il viaggio in aereo con quel poster arrotolato accanto al mio sedile... Ho seguito con preoccupazione e tristezza i suoi gravi problemi e tracolli psicologici e a Giugno avevo ordinato in anticipo la sua autobiografia. Ecco, lunedì mi è arrivata, " Stand & Deliver: the autobiography", l'ho solo sfogliata, ho visto foto di molti anni fa, mi accingo a leggerlo con un senso di nostalgia e tristezza per un tempo passato e per i sogni in cui allora credevo. L'atmosfera dei miei pensieri ha fatto sì che ieri sera riguardassi anche " Jubilee" di Derek Jarman. La precognizione di un "no future" non troppo lontano, in certi ambiti, da quello che siamo diventati: il discografico che detiene il potere ne è l'icona più rappresentativa. Sono andata a dormire pensando che ci sono cose che non sai perché, ma ti restano dentro e hanno fatto sì che tu fossi quello che sei ora, a volte bisogna fermarsi ed ascoltarle.
martedì, settembre 19  Ci sono certi momenti in cui certi argomenti, certi temi ricorrono, in campi diversi; si chiama sincronicità e domenica ne ho avuto un'ennesima riprova. Sto leggendo il libro postumo di Tiziano Terzani " La fine è il mio inizio" e sono rimasta affascinata dall'Oriente che lui è riuscito a vedere, un Oriente che sta scomparendo per colpa dell'occidentalizzazione e dell'importazione della cultura del consumismo. Leggendo quelle righe ho provato nostalgia per quel mondo, un mondo che non ho mai visto... Domenica mattina vado a vedere le due mostre al Palazzo Reale, una è "99 miti del '900", niente di nuovo. L'altra è dedicata a Marc Riboud un vero maestro della fotografia del '900. Riboud è un viaggiatore, lo è ancora adesso che ha superato gli 80 anni, ed è un fotografo dell'anima della gente comune. Grazie alle sue splendide fotografie della Cina e dell'Oriente ho potuto cogliere una parte dell'atmosfera narrata da Terzani, ho potuto far viaggiare lo sguardo e la mente in quei luoghi lontani e tra quei visi stranieri. Un esempio è la foto che ho postato qui sopra: un negozio di antiquario e i passanti che guardano all'interno. Solo per quegli sguardi bisognerebbe andare a vedere quella mostra.
lunedì, settembre 18  Venerdì è cominciato il " Milano Film Festival", io per ora ho visto un lungometraggio e alcuni cortometraggi. Ricordo il festival di qualche anno fa, la selezione era piuttosto scarsa, l'organizzazione era volenterosa, ma lasciava spesso a desiderare, tra i cortometraggi c'era ben poca omogeneità di qualità, si passava dalla cavolata immane amatoriale al corto ricco e profesisonale. Adesso invece ci si siede al Teatro Strehler e si può stare certi di vedere comunque qualcosa di interessante. Ieri ho visto un lungo in concorso " Marilena de la P7" veramente intenso, ben girato, la storia di Andrei, un adolescente innamorato di una prostituta, la guarda dall'alto, ruba i soldi ai genitori, ruba il filobus del padre, tutto per poter passare del tempo con lei. Ma gli occhi dell'infanzia, la visione da sogno che ha Andrei di Marilena purtroppo dovranno fare i conti con la realtà e la tragedia, e l'infanzia se ne va con un colpo di rasoio. E' stata un'esperienza strana vedere questo film dopo essere stati informati dagli organizzatori che il regista, il bravissimo rumeno Cristian Nemescu, era deceduto per un incidente d'auto. Vedi quel film, pensi ai suoi sogni, alle sue passioni, alla fatica e all'entusiasmo che aveva messo nel girare questo bellissimo lungo e sai anche che tutto è finito, la morte si è portata via tutto.
Ho visto anche il gruppo E dei cortometraggi in concorso. Il belga " Compassion" e l'inglese " Get bizzy" sono veramente notevoli; il primo con una storia che mi è rimasta nel cervello, una tragedia per caso, con un colpevole incolpevole e la compassione che porta alla morte, brutalmente lineare; il secondo di animazione ha tre strani protagonisti, un'aragosta e un'anatra sono coinquilini, sono dei cartoon tradizionali, l'ape da una settimana se n'è andata via di casa, ha fatto successo, proprio perché è stata creata a computer in 3d. Gli altri due assieme al buffo cane di plastilina non sono per niente contenti di questo strapotere dei "computer generated" e beh, quando l'ape torna a prendere un pacchetlo da loro, qualcosa inevitabilmente succede. L'americano " Pears" per me è stato incomprensibile, va beh che trattava di incomunicabilità sia tra coppie che tra nazioni... Lo spagnolo " Scontro" era il più ricco, è piaciuto a quasi tutta la sala, a me no, perché era molto furbetto, strizzava l'occhio al pubblico e io in questo sono un po' oltranzista. Ottimo il canadese " Rosso", intenso e disperato, madre e figlio alla deriva e niente da fare, un dialogo da brividi e nessun conforto. Uno strano oggetto il tedesco " Desire", un docu-fiction sulla storia di un rullo di pellicola, fiori in primo piano e la sequenza di un suicidio...
La visione continua.
venerdì, settembre 15 
L'amico Maurizio/theHand ci riprova! Il precedente tentativo di usufruire di "Produzioni dal basso" per poter vedere pubblicati i propri bellissimi lavori non è andato a buon fine; ma Maurizio non è certo il tipo che si arrende. E così ecco un nuovo tentativo con nuovi contenuti, nuovi disegni e il limite minimo di copie è sceso a 300. Nel suo sito alla sezione "libri" si può vedere una minima, ma piacevolissima parte di quello che si potrà trovare all'interno. Io di quelle pagine in anteprima mi sono limitata a guardare i disegni, non ho voluto leggere nulla, perché sono ottimista e aspetto di potermi gustare il tutto su carta stampata. Vogliamo aiutarlo? Grazie!
giovedì, settembre 14  Ecco, tanto per rimanere in tema rispetto al post precedente, ieri sera sono andata finalmente a vedere "Cars"! Prima del film c'è il solito cortometraggio a cui ci ha ormai abituato la Pixar. Il primo "Birds" era spettacolare, l' "Agnello saltarello" e questo "One man band" invece mi sono piaciuti meno, anche se la bimba ha una faccia... Il film inizia con una scena spettacolare, io amo le corse, da ragazzina avrei voluto fare il pilota di Formula 1, amo la Ferrari dai tempi di Gilles Villenuve e un certo tipo di brividi me li fanno sentire solo la velocità, l'assistere a una gara all'autodromo... Beh ieri sera quell'inizio mi ha fatto venire gli stessi brividi, una sequenza da gustare col fiato sospeso, con una visione da virtuali "on board camera", il rumore, la velocità... E' bella questa cosa che Saetta McQueen (ogni riferimento a Steve non è puramente casuale) all'inizio ti sembri un vincente, sei già pronto a tifare per lui, e invece inizi subito a capire che "non tutto è oro quello che luccica". E' questa la morale dell'intero film, e quanto ce 'è bisogno di ripeterla in questi tempi in cui l'apparenza e la sostanza sono così distanti... Saetta un po' antipatico lo è. Ha talento, ma pensa di poter fare a meno degli altri, è abbagliato dai lustrini dello sponsor importante e snobba il suo sponsor, i suoi fans arrugginiti... Pe rimparare il valore della lentezza, del cuore, della ruggine, dell'umiltà, dell'autoironia Saetta dovrà "perdersi" e passare da Radiator Springs, una cittadina semiabbandonata sulla un tempo gloriosa Route 66. Imparerà che le coppe sono solo contenitori vuoti se chi le vince all'interno non ha nulla... Il film nella fase finale del primo tempo ha avuto un lungo momento di stanca e avevo cominciato a preoccuparmi, pensavo: "Domani non dovrò mica fare il mio primo post negativo riguardante un cartoon digitale?!" e invece no, il secondo tempo riprende subito ritmo, tutto comincia a girare, e arrivi in un fiato al finale. Mi è scappata la solita lacrimuccia. Bello! Ah, dimenticavo gli esilaranti titoli di coda! I film precedenti Pixar in versione "automobilistica"! Sono irrecuperabile lo so.
mercoledì, settembre 13  Sono sempre un po' in imbarazzo quando scrivo di questo genere di film, perché mi rendo conto che il mio giudizio critico viene inficiato, e di molto, dalla mia passione per coniglietti, cagnolini, mostri, orchi, pesci, bradipi vari in formato cartoon. L'altra sera ho visto "Wallace&Gromit e la maledizione del coniglio mannaro" e come al solito sono entrata totalmente in quel mondo di plastilina, divertendomi da matti fra coniglietti voraci, un coniglione mannaro, una nobile dalla pettinatura improbabile, delle invenzioni pericolose, un lord snob e infido, un cagnetto arrabbiato e i due magici protagonisti. Wallace è simpatico, ma io adoro Gromit, il cagnolino, l'ultima vera icona del cinema muto. Ha una mimica facciale impareggiabile solo cambiando l'espressione degli occhi, ovviamente merito degli animatori! La storia è molto simpatica, forse non scorre sempre liscia, c'è qualche piccolo snodo non chiaro, ma l'originalità, l'inventiva, la ricchezza di idee in ogni singola inquadratura compensano ampiamente queste lievi pecche... Se penso poi che ci hanno impiegato cinque anni per crearlo, rimango senza fiato. Nei contenuti speciali ci sono degli interessanti dietro le quinte, alcune scene tagliate e finali alternativi e le istruzioni per creare uno dei simpaticissimi coniglietti di plastilina. Ecco, il mio solito post entusiastico, ma come posso farne a meno?
lunedì, settembre 11
Beh, scopro di essere tra i nominati dei "Macchianera Blog Awards 2006" come miglior blog cinematografico! Secondo me sono stata nominata immeritatamente, ci sono molti blog cinematografici migliori del mio. Comunque ringrazio chi mi ha scelto, ma non votate me, votate Kekkoz o Secondavisione !

"Here is New York" è un sito che raccoglie tutte le foto di quel terribile giorno di cinque anni fa, scattate sia da importanti fotografi che da comunissimi cittadini. Come dico ogni anno, non sono anti-americana, ma contro la politica di Bush e soci e me ne frego delle dietrologie sull'11 Settembre. Comunque la si pensi, è un giorno che non si può dimenticare.
giovedì, settembre 07  Quest'estate ho avuto modo di scartabellare fra i vecchi dischi in vinile di mio papà, giacenti in un ripostiglio da innumerevoli anni. C'erano anche dei 78 giri, ma purtroppo lo stereo non era predisposto, ho dovuto a malincuore metterli da parte. Ho fatto un salto in un passato lontano e ho riscoperto gesti e suoni che avevo accantonato. Da quanto tempo non mi capitava di posare la puntina sul vinile con l'apposita levetta? Di sentire quel caratteristico "tac" quando il braccio della puntina arriva in fondo e torna a posto? Che emozione ascoltare un 45 giri di Frank Sinatra, una stupenda "Ol' man river" con il caratteristico fruscìo dello scorrere della puntina in solchi ormai usurati. E mi sono chiesta: siamo proprio sicuri che il suono perfetto del mio IPod sia meglio? E' meglio la qualità ineccepibile del suono o l'imperfezione nostalgica quando si tratta di questo genere di musica? Ascoltare "Ol' man river" mi ha fatto venire i brividi, anche se il suono era sporco, scricchiolante, ovattato...
martedì, settembre 05  No, sentite, non esiste, bisogna fare assolutamente qualcosa! Perché ho dovuto comprarmi il DVD per vedere " Piano 17"? Perché non è stato in programmazione nelle sale cinematografiche di tutta Italia al posto di ciofeche inenarrabili? Perché ho dovuto aspettare due anni per vedere "L'ispettore Coliandro"? No, bisogna fare qualcosa, perché il cinema italiano c'è, non è morto, ma bisogna cercarlo, aver voglia di cercarlo, perché non ce lo fanno vedere. L'ho già detto? No? "Piano 17" è un fottutissimo capolavoro! E' costato 70000 euro, girato in digitale, autoproduzione, troupe volontaria, Massimo Ghini che si è ridotto il cachet per poter partecipare. In quanti l'hanno visto? Una sceneggiatura che non sbaglia un colpo, dialoghi che quando mai si sono sentiti in un film italiano recente? L'immenso Antonino Iuorio, napoletano che odia i napoletani, Morelli con quella faccia un po' così, delinquente, ma anche psicologo, con l'anima, Silvestrin, che è sempre e comunque un bel vedere, qui è molto bravo nella parte del bastardo infido, il suo sguardo fa venire i brividi, Ghini il capo, con quella vetrata alle spalle e pensi subito a Michael Mann e il paragone non è irriverente, Soleri e la Rocchetti, due impiegati come tanti, o forse no, troppo facile, direi proprio di no, Mastrandrea in un cameo esilarante... Inquadrature che ti fanno dubitare di quello che stai vedendo, no, non è un film americano di quelli tosti, no, non è Mann, e lunga vita ai Manetti Bros. Una tensione che non cede un secondo, solo un minuto sbagliato (nel finale) in un'ora e 45, solo una canzone sbagliata (l'inascoltabile Pezzali) in una colonna sonora da urlo.
Bisogna fare qualcosa, un passaparola, una petizione, perché vorrei che tutti potessero vederlo, perchè (l'ho già detto?) "Piano 17" è un fottutissimo capolavoro.
lunedì, settembre 04 Ah che tristezza, di nuovo al lavoro!!!
In vacanza ho avuto modo di leggermi un po' di libri. La maggior parte sono state delle grandi ciofeche, ma si sa che d'estate (o era Natale?) si è tutti più buoni? E infatti ho resistito e ho continuato a leggerli fino alla fine, mentre a Milano li avrei subito accantonati. Prima di tutto consiglio caldamente di stare alla larga da Chattam! Ho letto i primi due di quella che sarà una trilogia "L'anima del male" e "In tenebris". Avevo cominciato con le migliori intenzioni, ma man mano che proseguivo nella lettura mi cadevano letteralmente le braccia. Una trama patetica, approfondimento psicologico pari a zero, una storia d'amore stile Harmony, oltretutto l'intreccio investigativo è veramente penoso, in entrambi i romanzi i protagonisti diventano matti per capire da dove provenga una frase (che per pietà tralascio) scartabellando chissà dove, ignorando evidentemente l'esistenza di un qualsiasi motore di ricerca e di Internet. Lo scrittore non conosce nemmeno l'esistenza dei cellulari, dato che fa tenere i contatti fra i due protagonisti con dei walkie-talkie! Ah, ma già, altrimenti poi la scena non avrebbe funzionato... Nel secondo libro poi il protagonista viene descritto come se fosse ormai un mito, affascinante e tenebroso, ma quando mai? A questo punto mi è venuto il dubbio che il "buon" Chattam abbia come riferimento Harmony o romanzi d'amore di quel genere! Stendo un velo pietoso sui serial-killer e sulle loro motivazioni, ma la cosa più inquietante è che su Ibs i giudizi sono per la maggior parte entusiastici. Mah! In contemporanea mi sono così avventurata nel solito fantastico mondo di Lincoln Child "Finchè morte non vi separi". Che differenza di capacità narrativa e che piacere leggerlo! La storia è fantascientifica, ma neanche troppo lontana da quello che potrebbe accadere in futuro. Oddio, un mega-computer che mi trovi l'anima gemella perfetta non mi dispiacerebbe, ma se poi le conseguenze sono quelle che ci descrive così mirabilmente Child, beh, allora posso farne anche tranquillamente a meno! Child mi ha riconciliato alla lettura, dopo il pessimo Chattam! "Una questione di sangue" di Ian Rankin mi ha invece delusa. Amo Rankin e mi dispiace doverlo ammettere, ma questo libro è veramente di una noia mortale. Nemmeno Rebus riesce a risollevarlo! Beh, per finire mi sono letta per l'ennesima volta "Dalia nera" di Ellroy, perché quando esce il film voglio essere pronta a spulciare ogni singola inquadratura. Il film... I critici non mi pare ne fossero entusiasti, i cinebloggers un po' di più... Proprio per questo penso mi potrebbe piacere. Anche se continuo a pensare che Hartnett e la Johansson siano troppo giovani e "pulitini" per interpretare Bucky e Kay...
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