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sabato, agosto 26 E finalmente è arrivato "L'ispettore Coliandro"! Ormai non ci speravo più, congelato nei magazzini Rai per le solite misteriose ragioni di palinsesto. E invece ieri sera si è visto il primo episodio "Il giorno del lupo". Ovviamente quando è stato programmato un ispettore così "politically uncorrect"? A fine Agosto, in sordina, quando ancora la gente non è davanti alla tv. Bella mossa su cui preferisco stendere un velo pietoso... Ho una stima incondizionata per Lucarelli ed ero proprio curiosa di vedere questa sua nuova "veste". La sigla iniziale è bellissima, da telefilm anni'70, stile "The avengers" o Saul Bass, la musica è da blaxploiation, ti aspetteresti di vedere uscire Pam Grier da qualche parte... e poi arriva lui, Coliandro! L'attore che lo impersonifica, Giampaolo Morelli, a parer mio è perfetto, Coliandro è come te lo aspetti, sbruffone, maschilista, casinista, sfigato, con quella faccia un po' così... La regia regge bene, molto bravi i Manetti Bros. quando si tratta di stare a sentire, a guardare gli attori, molto meno nelle scene d'azione, in cui il ritmo latita, tutto è un po' strascicato... Si perde un po' verso i due terzi, c'è un po' di confusione narrativa e non tutti gli attori comprimari sono all'altezza. Lucarelli dimostra ancora una volta la propria grande autoironia ritagliandosi una parte stile Hitchcock, e 250.000 euro vanno al rogo per colpa sua... Che dire? Mi è piaciuto, perché è qualcosa di diverso fatto in Italia, perché Coliandro è un bastardo, perché è un borderline ed è pure sfigato perché hanno aspettato due anni prima di decidersi a programmarlo, perché è un outsider e l'hanno programmato al 24 Agosto...
sabato, agosto 12 Ieri sera sono andata a Firenze a vedere Benigni in Santa Croce. Non ho parole per descrivere lo stupendo spettacolo a cui ho assistito. Due ore e un quarto in cui non ho staccato mai gli occhi dal palco, ad ascoltare un piccolo e simpatico ometto, dall'energia ed emotività inesauribili. La prima parte in cui ho riso come raramente mi capita, cose stupide, ma dette da lui sono esilaranti, le intercettazioni, Calderoli, D'Alema, la Casa del Popolo in cui lavorava come cameriere, il filosofo del paese, il Marione, le sfide con le ottavine cantate... La seconda in cui sono rimasta incantata ad ascoltare la Firenze del 1200, Dante e i suoi amici, il suo amore per Beatrice, l'odio per il Papa Bonifacio VIII... La descrizione era così vivida, così appassionata che ero convinta di trovare quella grande e antica Firenze una volta girato un angolo oscuro della piazza. E poi l'amore che tutto muove, Benigni che rammenta la storia di Paolo e Francesca, l'amore di Francesca, che nonostante la propria dannazione, ha comunque parole d'amore per il "responsabile" Paolo. E poi il IX canto, spiegato terzina per terzina, e l'arcangelo Michele che te lo vedi davanti, quell'omino piccolo e buffo che si trasforma nell'arcangelo, e poi diventa Dante e poi una delle Erinni e poi Virgilio e poi... E poi il gran finale, le luci si fanno violacee, e lui recita tutto il canto, a memoria, come solo lui sa fare, in tutta la piazza gremita non vola una mosca, gli occhi e i cuori fissi a guardare quell'uomo sul palco. E poi tutti in piedi, quell'omino che si scusa per aver sbagliato due versi, la voce rotta dall'emozione, sudato e stanco, la gente che si accalca intorno al palco e vorresti durasse ancora e ancora. Ecco, non ci sono parole.
giovedì, agosto 03 
Oggi è l'ultimo giorno di lavoro, da domani vacanza! Era ora, ne avevo proprio bisogno. Non sparisco dal blog, ma per un po' aggiornerò molto meno. Buone vacanze a tutti!
mercoledì, agosto 02  Il sonno arretrato sta peggiorando, ma stanotte l'ho fatto per una "buona causa". Mi avevano avvisato che su Italia1 alle due di notte stavano dando il misterioso " Kingdom hospital", copia americana a opera di Stephen King, del glorioso " Riget - The kingdom" di Lars Von Trier. Ero curiosa di vederlo, dato che mi avevano detto che era identico. E infatti è molto simile, quasi identico direi. Peccato che sia ambientato nel Maine e sia totalmente privo di quella malvagità sporca e sotterranea, di quella pazzia latente, di quella malsana e pesante atmosfera che rende il vero "The kingdom" un capolavoro indiscusso. Mi chiedo che senso abbia un'operazione del genere. E' vero che gli americani sono abituati a fare remake di film stranieri piuttosto che distribuire sul loro suolo gli originali, è vero che King ha questa pessima abitudine di cercare di rifare capolavori secondo il proprio gusto (vedi il suo pessimo "Shining" rispetto a quello di Kubrick), ma che tristezza! Così si alimenta la cultura del predigerito, per cui una cosa disturbante viene fagocitata e risputata in versione edulcorata. Questo "Kingdom hospital" è un E.R. horror all'americana per famiglie e teenager, ho detto tutto. Meno male che ho i DVD dell'originale, per non dimenticare...
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