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giovedì, giugno 29
 
Che bello questo film di Tommy Lee Jones! Mi ero persa al cinema "Le tre sepolture" e così, appena apparso da Blockbuster, l'ho subito noleggiato. Un film strano, un western moderno ai confini col Messico, polizia texana e guardie di frontiera alle prese con gli immigrati clandestini messicani, senza andarci troppo per il sottile, umani non-umani per loro. Ci penserà Pete (T.L.Jones) a instillare umanità e fantasia in almeno uno di loro, suo malgrado. Melquiades Estrada era amico di Pete, e lui gliel'ha promesso di seppellirlo in quel paesino, segnato su un foglietto, una mappa disegnata da Melquiades. Ma l'amico è già stato sepolto e la polizia non sembra sentire la necessità di trovare il colpevole. Ma la promessa a un amico ha un valore per Pete, e qui comincia un allucinato road-movie verso quel paesino, con un cadavere in decomposizione appresso e il suo assassino trascinato e bistrattato, vestito con i panni del morto. Humour nero, tragedie e sogni, fantasia e morte, solitudine e illusione sono i loro compagni di viaggio. Un viaggio che ha valore per chi ci crede. E fortunatamente c'è ancora qualcuno che ci crede, nonostante tutto.
postato da emanuelazini | 16:51 | commenti (1)


mercoledì, giugno 28
 

Get this video and more at MySpace.com

Ieri sera mi sono messa a vagare nel mondo dei video, ho trovato filmati strepitosi, delle vere e proprie chicche. Per me è un onore postare qui un trailer di "Citizen Kane" di Orson Welles, un trailer creato appositamente, non con spezzoni di film. Una magia.

postato da emanuelazini | 16:54 | commenti (5)


martedì, giugno 27
 
Ho già parlato dell'amico Maurizio Di Bona alias theHand e devo a lui il fantastico header del mio blog! Ho sempre nutrito rispetto e ammirazione per lui e i suoi progetti, e se ci fosse una giustizia al mondo, avrebbe dovuto ricevere ben altri riscontri nel campo editoriale. Ma dato che di giustizia, soprattutto editoriale, non ce n'è, ecco apparire questo magico libretto "Chi ha paura di Giordano Bruno - viaggio ragionato dentro il libro sul Nolano che non s'ha da scrivere nè disegnare" con prefazione di Giuliano Montaldo. Un'immersione nel dietro le quinte della genesi di un romanzo grafico "The nolan-Giordano Bruno è tornato" che Maurizio non è (per ora) riuscito a terminare e pubblicare. Eccoci tuffati nell'esperienza creativa, i dubbi dell'autore, gli intoppi, le risoluzioni oniriche, i paralleli fra Bruno e le scelte di vita e artistiche di theHand, il corsi e ricorsi storici, lo studio dei personaggi, la scoperta dell'unica possibile faccia che può avere Bruno, l'unica che prenda vita da sola sotto la sua matita, quella di Gian Maria Volontè, protagonista appunto del film di Montaldo. L'incontro con la figlia dell'attore e l'entusiasmo di venir apprezzato per questo omaggio. La difficoltà di dare un volto al Diavolo, a Minerva, alla misteriosa Morgana B. (a cui Bruno dedicò "Il Candelaio"). Le perplessità su come rendere in immagini un pensiero filosofico, la consapevolezza di come la Verità sia difficile da urlare, perché pochi sono disposti ad ascoltarla o a fare in modo che la si possa ascoltare. Il tutto immerso nei disegni, negli splendidi disegni di theHand, evocanti l'atmosfera di quel tempo passato (?): ho provato un'emozione intensa guardando quel bambino che corre nel prato, quell'uomo legato a un palo, uomo e bambino che rimirano le stelle, il monumento col cappuccio e il libro, il viso arcigno degli uomini di chiesa e leggendo dell'arrivo dell'autore a Campo dei Fiori, un atto dovuto e sentito, il tempo che scorre e torna. E non finisce qui, perché Giordano Bruno e theHand non si sono mai arresi.        
postato da emanuelazini | 13:40 | commenti (5)


giovedì, giugno 22
 
Ieri sera stavo guardando "La cura del gorilla" di Sigon e meditavo. Dazieri mi è simpatico. Pure Bisio mi è simpatico. Anche gli altri attori italiani mi sono simpatici. Perché però considero questo film una boiata? Nel senso che ok, il film è carino, un po' troppo "simpatico" per essere un noir e per i miei gusti, un po' troppo leccato per essere un noir e per i miei gusti, ma è sempre lo stesso film dai tempi di "Marrakech express"! Gigio Alberti fa sempre il freak, c'è sempre il siparietto in cui ci si fa una canna, Bebo Storti è sempre burbero, Catania è sempre un po' imbroglione... Bisio è simpatico, ma non è capace di recitare, insomma, lo vedi che è Bisio che sta facendo il Gorilla! Ma meditavo... Gli stessi attori che sono come i tuoi vicini di casa. Forse però se vivessi all'estero non li vivrei così. Faccio un esempio: "Ocean's eleven" e "Ocean's twelve", gli attori sai cosa faranno, ti aspetti anche cosa accadrà, eppure la cosa non ti dà così fastidio, anzi è un sottile gioco di complicità, uno "sguardo in camera" d'intesa... Cosa cambia? Che qui ci sono Catania, Storti, Alberti e là Damon, Clooney, Pitt? Che ci becchiamo sempre tutto ciò che arriva dall'America dandogli un'aura glamour che un film "milanese" non ha? Ed è un caso che l'attore che mi è piaciuto di più e che si mangia tutti gli altri sia il mitico Borgnine??? E comunque anche "Ocean's twelve" era un po' una boiata.   
postato da emanuelazini | 17:15 | commenti (10)


mercoledì, giugno 21
 
L'ho comprato e ho iniziato subito a leggerlo, l'ho finito ieri sera. Con "La luna fredda" Deaver fortunatamente termina la china discendente dei suoi ultimi, secondo me deludenti, romanzi e riprende a salire. Questo romanzo non è perfetto, lo è solo per due terzi, poi quando si scoprono le carte tutto si sgonfia in spiegazioni contorte e un po' tirate per i capelli. Finché si seguono le gesta del misterioso Orologiaio e la sua caccia da parte del grande Rhyme e Amelia Sachs, impegnata anche in un caso parallelo, le pagine scorrono veloci ed è un piacere leggere! Poi qualcosa comincia a stonare, l'Orologiaio ha delle lacune, tutto diventa molto meccanico, i soliti colpi di scena a cui Deaver ci ha ormai abituato non sono fluidi, troppo macchinosi e pretestuosi, l'incorcio dei personaggi e il rimando a protagonisti del passato raffreddano tutto e il finale è decisamente in calando. Deaver è un ottimo scrittore, ma questa volta la trama non regge completamente. La cosa positiva è però che sicuramente il prossimo romanzo sarà migliore, perché ci sono molte cose rimaste in sospeso, la caccia è ancora aperta e il nuovo personaggio di Kathryne Dance, l'esperta in linguaggio non verbale durante gli interrogatori, è veramente interessante!
postato da emanuelazini | 13:18 | commenti (2)


martedì, giugno 20
 

Sabato sono andata alla Galleria Sozzani a vedere due mostre fotografiche. Quella nella sala più piccola era dedicata a Emilio Lari, fotografo di scena, e alle sue foto nel backstage del film "Help!", protagonisti i Beatles. I musicisti erano giovanissimi e gli scatti ancora una volta ti riportano in un periodo in cui tutto stava muovendosi, non si era ancora impantanati nella melma quotidiana. Particolarmente significativa la sequenza in cui Lennon è in una buca, un carro armato troneggia e gli altri del mitico quartetto accorrono a salvarlo. Quanta energia, quanta speranza, quanta fiducia nel futuro...

La mostra nella sala grande era invece dedicata a Jim Lee, fotografo di moda, e ai suoi scatti del decennio '68-'78. Di primo acchito le sue foto non mi avevano particolarmente entusiasmato. Ho dovuto guardarle due volte per vedere quello che c'era sotto. In tutte c'era comunque un particolare inquietante, la morte, la violenza, la deformità, la tragedia. Non facile trovare queste tematiche in fotografie di moda! La foto qui sopra ne è un esempio...  

postato da emanuelazini | 16:15 | commenti (5)


venerdì, giugno 16
 

Di tutto un po' prima di uscire finalmente dall'ufficio dopo una giornata devastante!

Ieri sera ho visto "Ogni cosa è illuminata". Avevo già comprato il libro, che giace nella pigna di quelli da leggere. Il film è meraviglioso! Parte come un mix fra Kaurismaki e Kusturica, veramente esilarante, termina cambiando completamente registro, tutto diventa tragicamente molto serio. Siamo in Ucraina, Jonathan cerca Augustine, che salvò il nonno ebreo dalla persecuzione tedesca; lo aiuteranno nella ricerca Alex e suo nonno in un road movie che nei bei film è sempre e soprattutto un viaggio nella propria anima. Trachimbord è il misterioso luogo da cui tutto è partito, ma le strade apparentemente lontane hanno in realtà radici molto vicine e Alex e Jonathan potranno guardarsi negli occhi e guardare il mondo con una rinnovata consapevolezza. Mi comprerò il DVD, la colonna sonora e ripescherò il libro da leggere subito!

Intanto ho finalmente letto il primo libro di Lansdale! "Il mambo degli orsi" con il fantastico duo Hap e Leonard, un regalo di compleanno molto gradito! Mi è piaciuto molto il suo modo di scrivere, un misto tra ironia e tragicità, momenti assurdi e pensieri profondi, un mondo lieve in cui non ti aspetti nè sangue nè violenza nè morte, eppure sono lì dietro l'angolo. Mi toccherà comprarmene altri...

Su Fox Crime sono riuscita a beccare solo un paio di volte "Le chiavi del mistero" con Carlo Lucarelli. Trasmissione che dura solo 5 minuti, in cui Lucarelli si muove in uno studio simil-Dogville con solita regia paranoica a stacchi e ci spiega gli elementi principali del romanzo giallo. Ieri ha raccontato le regole per scrivere un romanzo giallo, e le regole per non diventare una tipica vittima in un romanzo giallo. Non le ricordo tutte, una era: non prendere le candele e offrirsi di scendere a dare un'occhiata in cantina al quadro elettrico. Ovviamente alla fine della mini-puntata va via la luce e il buon Lucarelli prende una candela e si accinge a scendere in cantina... Devo ricordarmi di vedere tutte le puntate!  

 

postato da emanuelazini | 18:48 | commenti (5)


mercoledì, giugno 14
 
Se invece di un post su questo mio blog avessi dovuto scrivere un articolo su un giornale, non avrei potuto che parlare bene di "Radio America" di Altman, perché è un bel film, non si discute. Ma dato che invece sono sul mio blog e posso parlare di miei gusti personali posso dire che io alla terza canzoncina folk ho cominciato a sospirare e ho fatto una gran fatica a rimanere afrfezionata a quei personaggi, pur ben sapendo cosa c'era dietro a quelle "canzoncine". Il minuetto dei vari protagonisti non mi ha preso più di tanto perché non li ho sentiti vicini a me.  Ciò non toglie che certe scene mi abbiano fatto rimanere senza fiato, una su tutte Tommy Lee Jones che guarda attraverso il vetro, come un freddo entomologo, mentre la vita scorre aldilà, senza che a lui importi minimamente. Un mondo non c'è più, e quelle scenografie sbaraccate hanno molte somiglianze con quelle dello studio cinematografico de "Il Caimano". Un mondo non c'è più, e a me ha fatto molto più male accorgermene guardando l'ottimo "Walk the line" sulla vita del grande Johnny Cash... Insomma, "Radio America" è un buon film che però non ha toccato le mie corde, tutto qui.     
postato da emanuelazini | 18:14 | commenti (8)


martedì, giugno 13
 
Domenica alla Fondazione Mazzotta sono andata a vedere una splendida mostra fotografica "Vicini alle stelle - Marilyn & Marlon - Sofia & Marcello e il loro mondo". Il titolo dice già quasi tutto. Splendide foto di scena e in studio di quattro icone del cinema mondiale. Tre fotografi: Sam Shaw, Tazio Secchiaroli, Chiara Samugheo alle prese col divismo cinematografico di quegli anni. Moltissime non le avevo mai viste e mi sono scoperta immobile, a bocca aperta, mentre cercavo di cogliere l'atmosfera di quei bellissimi scatti. Sono gli anni in cui i divi non erano persone di questo mondo e queste foto ne rispecchiano il periodo. Le foto di Sam Shaw sono le più grandi, ma hanno la collocazione meno felice. Un'illuminazione infelice che spara sulla superficie plastificata delle foto costringe ad acrobazie visive per cercare di evitarne il fastidioso riflesso. Questo non impedisce certo di apprezzare Marlon, Marilyn e l'aura che sprigiona da quelle immagini... Quelle di Secchiaroli  non hanno certo bisogno di presentazioni, la loro collocazione è molto migliore anche se il formato è molto più piccolo, ma vedere Marcello e Sofia è come entrare in un mondo magico e tristemente lontano. Le foto che ho apprezzato meno sono della Samugheo , troppo pubblicitarie, preparate, artefatte, molto anni'70 (in senso deleterio), anche certi divi notoriamente carismatici in quelle immagini non venivano valorizzati. In ogni caso una mostra splendida, prorogata fino al 9 Luglio. Da vedere!  
postato da emanuelazini | 12:33 | commenti (4)


lunedì, giugno 12
 

Oggi è il terzo compleanno del mio blog!

Quanto tempo è passato e quante cose sono accadute da quell'inizio...

Lo festeggio regalandomi una fotina di Depp, che non fa mai male!  

postato da emanuelazini | 14:58 | commenti (16)


giovedì, giugno 08
 
Ieri sera ho visto "I segreti di Brokeback Mountain" di Ang Lee. Sinceramente mi aspettavo di più, anche se non mi è dispiaciuto. Mi è sembrato un bel melodramma che pone però l'accento sui punti sbagliati. La storia d'amore fra i due cowboy gay è sicuramente verosimile, ma se i due protagonisti fossero stati un uomo e una donna che per un altro motivo non avessero potuto stare insieme, quante storie del genere avremmo già visto? Un'infinità! Insomma, mi è sembrata una normalissima storia d'amore impossibile, ben girata, ma per niente approfondita. Il rifiuto di Ennis Del Mar (ma che nome è?!) di accettare il proprio essere gay viene risolto con una scena brevissima, una spiegazione appiccicata lì e chi se la ricorda bene, altrimenti amen. E Jack? Il suo personaggio mi sembra molto meno caratterizzato e se ne capisce qualcosa solo alla fine, quando Ennis va a trovarne i genitori. Si vede solo il rapporto di Ennis con la figlia grande, e comunque è tutto molto mostrato, ben poco sentito. Di Jack e il figlio non si sa nulla. Mi pare che Ang Lee abbia badato molto di più alla forma,  alle belle immagini, alla tematica forte della passione estrema e impossibile, e si sia completamente dimenticato di supportare tuto questo con delle motivazioni valide. Un bel castello su palafitte sottili e fragili.   
postato da emanuelazini | 18:07 | commenti (5)


martedì, giugno 06
 
Di Nick Cave c'è stato un periodo in cui cercavo di avere tutto; era il periodo del collezionismo a oltranza.  All'inizio degli anni'90 ero ad Anversa e scovai in un negozio di dischi quella che per me fu una vera chicca, una videocassetta del film "Ghosts...of the civil dead", in cui Nick Cave era uno dei protagonisti! Non mi importava minimamente che il film fosse in australiano con sottotitoli in fiammingo... Ovviamente avevo sopravvalutato la mia capacità di capire l'inglese di quell'emisfero e sottovalutato lo slang da carcerati di quel film. Insomma, non capii un tubo e la vhs regna nella mia collezione, senza però aver potuto godere appieno della visione del film! Pochi giorni fa ho scoperto che è finalmente uscito anche il DVD. Mi fiondo su EBay e direttamente dall'Australia me lo aggiudico! Mi è arrivato oggi e.. ehm, leggendo poco fa le note di copertina, temo che pure questo non abbia i sottotitoli in inglese! Ma allora è un destino crudele!!!       
postato da emanuelazini | 17:24 | commenti (6)


lunedì, giugno 05
 
Ho approfittato di questo weekend lungo per farmi un tour de force vedendo tutte e quattro le puntate de "La meglio gioventù" di Marco Tullio Giordana. Non l'avevo mai visto e così mi sono registrata le puntate trasmesse sulla Rai in queste settimane. Le prime due sono passate con tranquillità, mi sono piaciuti molto i personaggi, questa commistione fra micro e macro storia, il trascorrere del tempo, la visione di anni e cose passate che riaffioravano alla memoria. Le altre due puntate sono state una mazzata dal punto di vista emotivo, visto che non ho fatto altro che piangere! Che intensità il personaggio di Boni/Matteo e brava anche Mirella/Maya Sansa. Ottimi i dialoghi, bravi gli attori, bella la ricostruzione dello spirito di tutte le epoche che passano sullo schermo, non c'è un personaggio che non rimanga nel cuore. Però uno mi è rimasto più di tutti: Adriana Asti e quel suo fare malinconico, da milanese di un tempo, innamorata dell'ironia dei romani, appassionata nel suo ruolo di insegnante, stoicamente forte nel dolore. Lei è una spanna sopra tutti quando lascia cadere a terra i libri di Matteo, il suo sguardo perso nel vuoto durante la lezione, il racconto di come ha incontrato per la prima volta il marito e l'incontro col nipotino. Sono felice di averlo finalmente visto.   
postato da emanuelazini | 17:28 | commenti (14)