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mercoledì, maggio 31  Riporto qui a fianco la simpatica vignetta di oggi di Giannelli sul Corriere. Come ormai si sa, la famosa spallata che si augurava il Cavaliere non c'è stata. Purtroppo com'era nelle mie fosche previsioni Milano ha come sindaco la Moratti, però non c'è stato il plebiscito che temevo. Ora staremo a vedere come si comporterà, spero che l'altro ramo della famiglia posso darle consigli migliori. Intanto mi consolo guardando un grafico di Milano, sulle nove zone di Milano, l'unica in cui Ferrante ha vinto è stata la zona 9, dove abito io! Va beh, ognuno si consola come può...
martedì, maggio 30 Purtroppo ho poco tempo in questi giorni, il lavoro reclama la mia presenza, ma non posso lasciare così abbandonato il mio povero blog! Così butto lì qualche riflessione veloce. Cannes: sono contenta che le donne di "Volver" abbiano vinto il premio come miglior attrice, se lo meritavano! Mi spiace che Almodovar non abbia vinto, ma insomma, secondo me non se lo meritava proprio con questo film, ne ha fatti di molto migliori. Mi incuriosisce il film di Inarritu e beh, correrò a vedere pure Kaurismaki. Ma quello di Sorrentino è proprio brutto? Non riesco a capacitarmene. Ero molto incuriosita da "H2Odio", nuovo film di Alex Infascelli, mai distribuito in sala, ma in vendita solo come allegato in edicola di "Repubblica" ed "Espresso". L'ho preso qualche tempo fa, l'ho visto questo weekend e... mi sono addormentata a metà. Avrei dovuto capirlo già dal retro DVD, la presentazione era: "Cinque ragazze - icone del nostro tempo - giovani donne ricche, belle e privilegiate che si affacciano all'età adulta...". Icone del nostro tempo?! Guardo il film e il riferimento immediato è "Picnic ad Hanging Rock"! L'atmosfera che si vorrebbe rendere è la stessa, ma siamo un po' fuori tempo massimo, e sicuramente l'infima capacità attoriale delle interpreti non aiuta il buon Infascelli. E meno male che c'è la spiegazione della trama, perché tra scene lisergiche, ricordi stranianti, sorelle (?) che appaiono nel bosco, costumi da cocinella, acqua bevuta a volontà non è che si capisca bene tutto. La location non è certo Ayers Rock, i mezzi sono quelli che sono (la goccia di sangue nel lavandino mi ha ricordato un esperimento simile di alcuni miei amici molti anni fa e con risultati migliori!), il ritmo è catatonico, le immagini oniriche sono stile anni'70, ma senza una rielaborazione (Zombie docet!) e la trama si perde facilmente dopo l'ennesima ripetizione di un'immagine... Non so, poi mi sono addormentata, magari verso la fine migliora.
venerdì, maggio 26  Oggi è arrivato il mio pacchetto da Amazon! Così potrò vedermi " La casa del diavolo (The devil's rejects)" in lingua originale e non tagliuzzato dalla censura italica! Ho anche preso " Tainted life" l'autobiografia di Marc Almond. Ci tenevo molto a leggerla, Marc è stato il fulcro di un periodo importante di Londra, dell'Europa. e della mia gioventù... E il libro fotografico " Lee Miller's war". Lee MIller era una fotografa di Vogue, mandata in Europa a seguito dell'esercito americano dopo la sbarco in Normandia. Le sue foto e i suoi reportage sono fenomenali. Sono proprio contenta dei miei acquisti! P.S. Non posso non parlare brevemente di Grissom. Nella puntata di ieri, col vaso di ceramica, ha superato se stesso! Due splendidi episodi, e Grissom è sempre un grande.
giovedì, maggio 25  Che due palle "Volver" di Almodovar!!! Due ore, e dopo un'ora non ne potevo già più. A Cannes tutti lo considerano il vincitore annunciato e non riesco a capacitarmene. E' anche vero che l'ultimo Almodovar è meno nelle mie corde, preferivo il primo, "Legami" per intenderci. La storia è semplice e bella, il fantasma di Carmen Maura (la migliore!) che vaga nel passato, torna nel presente e se ne va di nuovo; il dramma delle donne della famiglia di Penelope Cruz (volutamente simile a Loren e Magnani in ogni gesto), il non detto che pesa come un macigno... La storia di Carmen Maura a posteriori è veramente un colpo di genio. Il problema è che tutto funziona molto sulla carta e nella testa, ma nel film si trascina senza ritmo, senza nerbo, senza coinvolgimento. Mi sono piaciuti i primi quindici e gli ultimi quindici minuti! In mezzo si aprono tante parentesi che poi rimangono lì, il ristorante è un percorso iniziato e abbandonato, molti dialoghi non funzionano, la storia si sa già dove va a parare, la Cruz è visivamente perfetta, ma poco sanguigna... Un bell'esercizio di stile, un film alla Almodovar fatto da Almodovar. Ma il sangue e la passione sono da un'altra parte.
mercoledì, maggio 24  La foto non rende certo l'idea, ma il mio cellulare di più non poteva fare. Ieri sera sono andata a vedere " The Tulse Luper vj event" con Peter Greenaway al mixer video e DjRadar a creare la colonna sonora. Ho amato molto Greenaway, i primi film soprattutto, poi secondo me si è perso dietro ai suoi feticismi e pignolerie ed è stato difficile seguirlo. Ora è sempre più preso dalle 92 valigie di Tulse Luper. Avevo visto una sua bellissima istallazione alla Rotonda della Besana qualche tempo fa, un'intera stanza acquatica con le 92 valigie... Ora Greenaway porta la storia di Luper in video. Sei enormi teloni, il pubblico in piedi, in mezzo, in una piccola parte dello splendido ed enorme hangar, Greenaway su un palco a mixare immagini dei video. Un'ora di spezzoni video e audio, con la testa all'insu, guardando a volte uno schermo a volte un altro. Che dire? Immagini visivamente splendide, ma su questo Greenaway è una sicurezza. Ma emotivamente non mi ha trasmesso assolutamente niente, di una freddezza allucinante. Anzi, mi ha molto più favorevolmente impressionato l'Hangar Bicocca e l'istallazione permanente " I sette palazzi celesti" di Hanselm Kiefer, sette enormi torri svettanti nel buio. Quelle erano un vero spettacolo!
lunedì, maggio 22  Questa foto di Corbjin fa parte di un'interessante mostra che ho visitato ieri nel Castello di Vigevano. Si intitola " La donna oggetto. Miti e metamorfosi al femminile 1900-2005" e raggruppi quadri e foto di un millennio rappresentanti la donna. Già solo vedere il Castello è uno spettacolo che vale da solo i 5 euro del biglietto! La mostra si sviluppa in tre parti. La Cavallerizza raggruppa opere d'arte dei primi del '900 fino ad arrivare a quelle del nuovo millennio, da Klimt alla Abramovic per intenderci. Nella Seconda Scuderia sono esposte le fotografie, la parte che ho apprezzato di più: Man Ray, LaChapelle, Araki, Mapplethorpe... La terza nella Strada Sotterranea è dedicata invece alle donne italiane artiste, che da oggetto quindi diventano soggetto e creatrici di opere d'arte. Molte opere valgono solo uno sguardo distratto, da altre non staccheresti più lo sguardo, altre rimandano uno sguardo antico, altre ancora stupiscono per originalità e fascino. Le donne non sono presenti nella grande storia? Ci sono, ci sono, invece ci sono... Vale la pena andarla a vedere!
sabato, maggio 20 Dante è decisamente cresciuto!
giovedì, maggio 18  Avevo amato "La casa dei 1000 corpi", ieri sono corsa a vedere il seguito "La casa del diavolo" di Rob Zombie. Capolavoro! Mentre il primo era un sano horror stile anni'70, c'erano ancora i teenager, ma tutto era unpolitically correct, e Zombie aveva giocato a sovvertire le regole degli horrormovies di questi tristi anni; ora in questo sequel Zombie supera con un balzo tutto il ciarpame horror (perché questo non è un film horror! O almeno, non è solo un film horror!), alza il tiro e ci mostra molto di più. Qui è impossibile immedesimarsi con qualcuno, carnefici e vittime, vittime che diventano carnefici, carnefici molto più belli, fisici perfetti (a parte il Capitano!) con l'intelligenza che brilla negli occhi... Sei contro di loro, ma alla fine no, sei dalla loro parte, anche se ben ricordi cos'è successo in quel motel e sai anche cosa continueranno a fare se lasciati liberi di farlo. C'è una violenza insostenibile nell'aria, entri nella stanza del motel e si gela, appena metti fuori il piede dalla soglia c'è il sole, il caldo, l'apparente serenità del mondo. E il finale, c'è quella spider, intrisa di sangue, in una sequenza che avrebbe potuto durare ore e io sarei rimasta lì comunque a guardarla... I dialoghi perfetti, il cinefilo e i film dei fratelli Marx, la madre in cella ma mai domata... "Il mio standard è così basso che niente mi delude" dove la trovi una frase così? Leggo dal buon Kekkoz che la versione italiana è stata tagliata, anche in modo assurdo, e ne avevo avuto il sentore. Anche il doppiaggio (soprattutto della madre) è osceno. Tralascio ogni commento e vado a comprarmi il DVD originale, come gia avevo fatto per il precedente. Ripeto: capolavoro.
lunedì, maggio 15  Sono un po' in imbarazzo, perché ho letto le recensioni dei Cinebloggers riguardati "Inside man" di Spike Lee e sono quasi tutte entusiastiche. Ecco, beh, a me il film non è proprio piaciuto! Secondo me è aria fritta in una confezione di gran lusso, stop. Per carità Spike Lee sa sempre il posto migliore dove mettere la macchina da presa, alcune scene come l'uscita generale degli ostaggi, gli interrogatori e la camminata speculare della Foster con Case con Manhattan senza le Torri sullo sfondo sono grande cinema, ma il resto? Tutto si riduce all'idea per una rapina, un'idea neanche tanto geniale o originale, un po' ai limiti del ridicolo con quel buco per terra, e che fatica pensare che gli americani si potessero accontentare e chiudere il caso senza spulciare ogni millimetro della banca... Il personaggio della Foster cosa ci sta a fare? Washington è bravo, ottimi dialoghi, ma "Il negoziatore" come trama era molto più sensata. Ridicola la storia del diamante e il flashback per spiegare come ci sia finito nella tasca, banale la denuncia sui videogiochi violenti, noioso e inutile il doppio/triplo finale. Secondo me tanto fumo e pochissimo arrosto, anche se la mia stima nei confronti di Spike Lee rimane invariata.
venerdì, maggio 12  Trovo moralmente ignobile che ieri sera una punata di "Porta a porta" sia stata dedicata a Wanna Marchi e sua figlia Stefania, con un'intervista esclusiva, e che girando su Italia1 anche "L'incudine" di Martelli avesse un'intervista con Stefania Nobile. Ora, le due signore in questione appartengono a una delle peggiori categorie della razza umana, per far soldi non hanno esitato a terrorizzare e ricattare della povera gente disperata, all'ultima spiaggia, contando sul fatto che avrebbero fatto ponti d'oro a chiunque avesse offerto loro anche il minimo barlume di speranza. Le due signore in questione sono state appena condannate a 10 anni e al rimborso di 191mila euro oltre alla spese legali delle controparti. C'è un famoso flmato di Striscia che mostra la cattiveria di Stefania, le minacce di "non dormire mai più" contro la signora Fosca. Striscia è anche andata a scovare in Brasile il famigerato mago Do Nascimiento, e da quello che ho potuto capire, lui ha solo prestato la "faccia da mago" al pessimo duo. Ci sono filmati di molte vittime di Wanna Marchi e figlia, gente con figli o parenti prossimi minati da gravi malattie, a cui le due non esitavano a vendere a peso d'oro rametti di edera minacciando le peggiori disgrazie in caso di rifiuto. Ora mi chiedo, in base a quale regola io devo vedermi quelle due intervistate? Perché devo sentire le loro balle??? Perché devo sentire ancora una volta le loro lamentele sul fatto che loro sono delle vittime, che chi ha orchestrato tutto era il mago e le telefoniste, che loro sono quasi in miseria (ma per favore!)? Saranno state pagate per queste interviste esclusive? E se fossi stata una delle loro vittime non mi sarei sentita presa in giro vedendole in tv a fare la parte delle poverette? Questa poi è pubblicità. Si sa: "che se ne parli bene, che se ne parli male, purché se ne parli". Terminati i 5 anni di interdizione alla televendita (se verranno confermati in appello) le due saranno ancora più famose anche grazie a questa attenzione mediatica! La loro giusta condanna sarebbe farle cadere nel dimenticatoio! Possibile che le regole dell'audience siano più forti di quelle di una giustizia morale? Che tristezza.
mercoledì, maggio 10  Ho finalmente finito il nuovo libro di Preston&Child " La danza della morte". Ormai i due scrittori scrivono col pilota automatico, per cui è sempre un piacere leggere i loro romanzi, caratterizzato da uno stile scorrevole, senza fronzoli, ritmato e senza un momento di stanca. Il problema però secondo me è che sono diventati una multinazionale dell'intrattenimento, la ripetitività e il rischio di rifare sempre se stessi qui si avverte molto di più che nei lavori precedenti. Sarà anche dovuto alla trama, dal momento che qui ritornano molti dei personaggi dei precedenti romanzi, "Relic" & C., per cui non sembra vivere di vita propria, ma come una succursale di storie molto meglio congegnate. Un po' come se i due autori avessero scritto più con l'orecchio teso al volere dei fan, e meno al loro estro creativo. Ecco quindi il mitico Pendergast prendere sempre più le sembianze di un invincibile e misterioso super-eroe, con un antagonista malvagio, come in ogni fumetto che si rispetti, il fratello Diogenes. Ecco di nuovo il Museo, Smithback, antichi riti, la misteriosa Constance, la leggiadra Viola, l'irruente D'Agosta... I capitoli si susseguono, ma pare che non ci sia un'idea forte a sostenerli, è solo una parata dei loro personaggi migliori e delle loro tipiche tematiche tra l'avventuroso e il misterioso, riti antichi e lotte psicologiche... Tematiche che appaiono e si perdono, solo abbozzate (i primitivi proprietari delle maschere, il rapporto fra Aloysius e Diogenes, Eli Glinn e Pendergast...) e poi lasciate scorrere, mentre le azioni si susseguono. Amo leggere Preston&Child, ma temo dimenticherò già stasera questo loro libro.
martedì, maggio 09  Ieri sera nuove due puntate di "48 ore", questa volta pure in concomitanza con "Lost" su RaiDue. Non penso che questa guerra tra palinsesti gli abbia giovato. Io ho preferito guardare in diretta "48 ore" e registrare "Lost". Le nuove puntate cominciano già a mostrare la corda soprattutto per quanto riguarda la sceneggiatura e le capacità recitative dei personaggi. Le storie sono già ripetitive, con una stessa struttura di base che crea un incontro fra la trama criminale e la vicenda personale di uno dei protagonisti. I siparietti privati dei protagonisti poi sono quasi sempre poco credibili. Amendola è sempre fuori parte, non ha certo le necessarie sfumature facciali per interpretare la psicologia superiore di un capo. Non male anche il magistrato, fidanzato abbandonato dalla Gerini. Il migliore resta comunque Giannini, anche per le scene private, molto fascinoso nell'approccio alla Gerini... Puglielli nella regia se la cava sempre bene. Il problema di base temo sia il fiato corto delle storie, la meccanicità delle sceneggiature e l'artificiosità di molti dialoghi. Difetti purtroppo comuni al cinema italiano odierno.
lunedì, maggio 08  Ho un occhio di riguardo per i reality, anche se spesso ultimamente reggo solo alle prime puntate e poi non ce la faccio a seguirli, mi hanno un po' stancato. Ma questa notizia mi ha non poco incuriosito! Spielberg ha ideato e proposto alla Fox un nuovo reality dal titolo "On the Lot". Sarà ambientato nel mondo del cinema e i concorrenti saranno degli aspiranti registi. A ogni puntata verranno radunati in team, con il compito di ideare e girare un corto in base al tema suggerito ogni volta dagli autori. Il pubblico sceglierà il corto peggiore e quindi chi eliminare. Il vincitore avrà un incontro personale con Spielberg stesso negli studi della DreamWorks. Ecco, ho sempre detto che non parteciperei mai a un reality, ma insomma, a questo ci parteciperei eccome! Ma solo a quello americano. Temo la possibile edizione italiana: regista di riferimento Muccino... Aaaargh!
venerdì, maggio 05  E così con il DVD di "History of violence" da oggi potremo acquistare un DVD che si autodistruggerà entro 48 ore. Costo: 9 euro. Francamente non capisco il senso di un'operazione del genere. Compri il DVD, lo puoi tenere chiuso finché vuoi, ma non appena apri la custodia comincia il deperimento. Dopo 48 ore lo butti via, ed essendo ecocompatibile non inquini neanche troppo l'ambiente. In America è una modalità di acquisto ormai consolidata, in Italia la 01 Distribution è la prima a provarci. Si dice che esista una larga fetta di utenti che non vanno al cinema, ma non amano nemmeno il noleggio, ma a cui scoccia spendere 20 euro (minimo) per acquistare un DVD. Ecco quindi l'ideona di un DVD dal costo di 9 euro! Ideona? Mah! Secondo me quella parte di pubblico è la stessa che si scarica gratis i film in modalità peertopeer. Poi personalmente io sono una feticista di DVD, amo avere gli originali, i cofanetti speciali, potermi guardare con calma i contenuti speciali, riguardarmi lo stesso film sia doppiato che in lingua originale, riguardarmi un film dopo mesi, farlo vedere ad amici e parenti... Un film che non mi interessa o lo noleggio o aspetto che lo diano su Sky; non spendo 9 euro a fondo perso per vedermelo una volta e buttare poi il supporto! Magari però mi sbaglio, e questa sarà l'idea del secolo...
giovedì, maggio 04  Non ho più parlato delle ultime puntate di "Lost" anche perché non potrei fare altro che confermare le mie impressioni iniziali. Gli sceneggiatori sono espertissimi nell'abile arte dell'allungare il brodo a dismisura. Normalmente non sono molto abile nell'indovinare quello che accadrà pochi minuti dopo, forse anche perché mi lascio sommergere dalla trama del film, ma in questo caso già dai primi segnali so già dove andranno a parare le scene successive, e so anche che la stessa cosa, che nel telefilm dura almeno una puntata, invariabilmente si sarebbe potuta raccontare in una decina di minuti scarsi. Nelle ultime puntate però si è aggiunta una cosa nuova: l'involontariamente ridicolo! La storia del ciccione e dei numeri sfortunati più che incutermi timor panico, mi ha lasciato un sorrisetto perplesso. E la francese e il ciccione che si abbracciano, Locke che riperde l'uso delle gambe, sogna l'aereo e "Teresa che vola giù dalle scale", aspetta un segno dall'isola, piange sulla botola che miracolosamente si illumina... Ma per favoreeee! Continuo a vederlo, è vero, ma con una modalità nuova: lo registro e lo guardo in differita, leggendo; così se mi perdo qualcosa di importante, torno indietro e lo riguardo, altrimenti proseguo spedita nella visione bypassando gli innumerevoli momenti morti e le ripetizioni fino allo sfinimento.
mercoledì, maggio 03  Non male "48 ore", la nuova serie tv di Canale 5 con un cast importante! Inevitabile la presenza di ben più di una strizzata d'occhio alle serie americane più famose, ma finora il cast, il ritmo e le storie reggono bene! I protagonisti appartengono alla sezione Catturandi di Genova e 48 ore sono il lasso di tempo massimo entro cui si riesce a recuperare un latitante prima che faccia perdere le sue tracce. Ovviamente i ritmi di lavoro sono elevatissimi e non si va troppo per il sottile nei metodi di indagine. Bella la sigla e ammirevole la regia di Eros Puglielli, l'inquadratura della squadra che circonda in stazione la fidanzata di Stavich era ottima. Amendola è il capo, il vice questore Montagna, l'antagonista del super-mafioso latitante, suo acerrimo nemico, che è il protagonista "nero" della serie. Ma secondo me, in quanto a carisma e presenza scenica Giannini si mangia a colazione Amendola in più di una scena corale. Amendola non sembra il capo, te lo vedi davanti e pensi che fra poco spunterà il fatidico cellulare della pubblicità. Giannini ha un ruolo alla Serpico ed è bravo a fare lo sciupafemmine, inaffidabile, ma ottimo poliziotto. La Gerini è lì, per ora non sembra aver dato prova di grande capacità attoriali. Molto migliori gli altri componenti della squadra, Mignemi/Vullo, veterano dal cuore d'oro, Balducci/Andrea Billè che sicuramente si rivelerà gay nelle prossime puntate e lo sfortunato Ramenghi/Stavich. Le storie sono ben congegnate e visivamente accattivanti, bello il flashback del piccolo Stavich alle prese con la bora, finalmente delle inquadrature di città italiane non folcloristiche da cartolina, ma noir in linea con l'atmosfera delle vicende... Ottime anche le musiche elettroniche di Francesco Zampaglione, fratello di Federico/Tiromancino (conflitto di interessi della Gerini? Non voglio essere cattiva...). Continuerò a seguirlo.
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