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lunedì, febbraio 27
 
Che bello questo "Crash"! Quando aveva fatto la sua comparsa nei cinema non l'avevo minimamente preso in considerazione, ero vittima di un "pregiudizio" basato sul titolo, la locandina, le informazioni che avevo leggiucchiato qua e là. E il "pregiudizio" è la malattia strisciante da cui sono affetti tutti i protagonisti di questo film corale che spesso ricorda nei modi (la nevicata/la caduta delle rane) e nei tempi "Magnolia". L'assunto di base spesso tende a mangiarsi il film, come un deus ex machina che fa muovere tutti come marionette in un ingranaggio preordinato e a volte c'è un sentore di previsto, meccanicamente programmato che rovina l'atmosfera che permea la pellicola. Aldilà di questo difetto di base, il film è bello nel suo farti seguire le vicende concatenate dei vari personaggi, senza prendere una posizione. Chi non ha pregiudizi rimane vittima della propria apertura mentale, chi ha pregiudizi dimostra il contrario con le proprie azioni, ma anche chi ha pregiudizi ne rimane vittima e la paga a caro prezzo, e chi li subisce ha reazioni che possono costare caro... Questa è la vita, senza regole preordinate, il caso e il destino possono metterci lo zampino sempre, e forse l'importante è fare sempre quello che si ritiene giusto per se stessi, secondo i propri valori, le conseguenze non necessariamente saranno premianti ed eque, ma la sfida della vita è anche questa.
postato da emanuelazini | 18:43 | commenti (6)


venerdì, febbraio 24
 
Ieri sera ho finalmente inaugurato il mio home theatre! Mi chiedo come abbia potuto fare senza in tutti questi anni! E mi chiedo anche per quanto tempo riuscirò a rimanere nel mio appartamento prima di ricevere una lettera di diffida da parte del mio povero vicino di casa, visto che ho già appurato la mia preoccupante tendenza ad alzare il volume a livelli stratosferici. Ho visto "Romanzo criminale", un grande film! Me l'ero perso al cinema, ho comprato subito il DVD ieri sera da Blockbuster. Avevo anche noleggiato "Crash", di cui avevo sentito ottime recensioni, peccato che il tipo si sia dimenticato di mettermi il DVD nella custodia! Mah... Ho fatto anche altri acquisti, tanto per rimanere in allenamento, la special edition del "Il castello errante di Howl" con un fotogramma originale del film e la special edition de "La fabbrica di cioccolato". Quest'ultimo non ho ancora avuto il coraggio di aprirlo, un'etichetta adesiva mi esorta a farlo per odorarne il profumo di cioccolato, me lo voglio gustare con calma! Ritornando a "Romanzo criminale", è stato un vero piacere vedere un film italiano così ben fatto. Bravissimi tutti gli attori, in particolare Favino, Rossi Stuart e Anna Mouglalis (e pure Accorsi, che non amo, fa la sua figura), ottima regia di Placido, che sa sempre dove mettere la macchina da presa, sceneggiatura a orologeria, senza un attimo di stanca, densa di contenuti, pellicola e filmati d'epoca si intersecano con omogeneità, la storia è inquietante nella sua drammatica realtà, si assiste alla messa in scena di sentimenti forti, ma mai sopra le righe: amore, amicizia, cupidigia, tradimento... Aggiungo "Romanzo criminale" alla lista (piuttosto corta purtroppo) dei miei film italiani (recenti) preferiti! P.S. Ecco, la stazione di Bologna, tutto calmo, e poi scoppia la bomba... è stato un miracolo che non mi siano saltati pure i vetri di casa. Potenza dell'home theatre!   
postato da emanuelazini | 17:49 | commenti (17)


giovedì, febbraio 23
 

In questi giorni ho molto lavoro e poco tempo da dedicare al mio blog.

Lascio così questa foto e un appunto mentale.

Nella prossima vita devo ricordarmi di provare a diventare una pattinatrice in coppia. Queste sere davanti alla tv sono state veramente emozionanti grazie a loro e ai loro colleghi. 

Se ci fossero più spettacoli di questo genere e un po' meno calcio, la vita sarebbe più leggera.

postato da emanuelazini | 12:52 | commenti (13)


martedì, febbraio 21
 

Oh, oggi finalmente sembra che Splinder funzioni, mi riconosca e mi lasci postare!

Premesso che avrei voluto andare a vedere "Transamerica", ma non c'erano più posti (?!), mi sono accontentata di "Travaux- Lavori in casa", non sapendone quasi nulla: strana e non spiacevole sensazione che non mi capitava da decenni. Mi sono così ritrovata in una buffa commedia francese, protagonista la bellissima Carole Bouquet, che interpreta Chantal, avvocato difensore dei sans-papier, che un giorno ha la malaugurata idea di ristrutturare casa. Se ne occupano un architetto colombiano e degli operai extracomunitari dalla professionalità dubbia. Non è poi così difficile scoprire il sottotesto del film e l'"invasione" extracomunitaria nella casa europea, le reazioni, le difficoltà, le incomprensioni... Un argomento tosto trattato con ironia e leggerezza, alcune gag azzeccate, alcune simpatiche trovate stile film muto, e la magia dell'universale musicalità dell'anima che riesce a risolvere quello che le parole non riescono a dire. Il film dura poco, un'ora e mezzo ed è giusto così, il tempo di un sorriso, anche se il rischio di un eccessivo buonismo è dietro l'angolo. E' stato un piacere e una sorpresa rivedere Aldo Maccione, mitico attore scarsamente utilizzato, una grave colpa del cinema italiano. Un'ultima nota per il vicino. Penso che sarei disposta anch'io a ristrutturare casa col rischio distruzione totale, se poi alla fine viene a bussarmi un nuovo vicino del genere...    

postato da emanuelazini | 16:38 | commenti (7)


giovedì, febbraio 16
 
Ieri sera prima puntata della terza edizione de "La Fattoria", questa volta ambientata in Marocco in una bellissima casbah. Le mie prime impressioni (prima di addormentarmi sul divano)... La D'Urso è sempre uguale a se stessa, ma va bene così. Salvi è insopportabile, logorroico, cerca di infilare sempre qualche sua gag vecchia di decenni e non si rende conto che non è lì a fare spettacolo, lo spettacolo lo devono fare gli altri, lui è l'inviato. I concorrenti sono il solito campione di varia umanità. Due modelle di cui ignoravo l'esistenza: Jennifer e Natalie; un residuato belloccio dalla trasmissione della De Filippi: Francesco Arca, un altro attore a me sconosciuto perché recitante sempre in qualche fiction tv stile "Centovetrine": Clemente Pernarella, due belloni per la gioia del pubblico femminile: Aldo Montano e Marcus... La Fabiani, che non si smentisce mai, rivelando subito che lei ha "il cuore aperto" e non faccio ulteriori commenti per non scadere nella volgarità. Gli altri? Selvaggia Lucarelli, Randi Ingermann, Pamela Petrarolo (ex stellina di "Non è la Rai"... mah!), Alvaro Vitali... Menzione d'onore per Leopoldo Mastelloni e Katia Ricciarelli, protagonisti dei momenti migliori della serata!  La foto è dedicata alla Ricciarelli che è stata protagonista del momento più esilarante, avevo le lacrime agli occhi guardando le sue manovre per riuscire a trovare l'inquadratura giusta sugli scalini della torre delle nomination! Mastelloni terrorizzato dai volatili, nascosto fuori dal portone, sembrava una vecchia suocera napoletana, grande! Prima eliminata, la Cavagna, con la rabbia del marito, che si è dichiarato "ex di tutto"(?!), ha lasciato lo studio dopo un discorso definito "criptico" dalla D'Urso, in cui accusava la produzione di aver buttato fuori l'ultima arrivata, dava la colpa a Moggi e alla Juventus (?!) e aveva una mimica alla Totò! Un'altra prova che troppa coca fa male? Un'altra sorpresa: la bella e giovane moglie di Alvaro Vitali, pure gelosa del suo uomo. Fortunatamente i misteri dell'amore sono infiniti... La prossima puntata entreranno i Cugini di Campagna come un sol uomo e la stupidina americana Justine Mattera, che però prima staranno una settimana a vivere nella casa di una famiglia berbera (ottimo il commento della Alberti a denunciare il razzismo di certe trovate degli autori); quattro invece sono in tenda, per questa settimana dovranno viaggiare nel deserto per portare il bestiame alla casbah. Sono contenta per la Fabiani, se lo merita, magari le passerà quel sorrisetto... Un'ultima nota di merito per la pubblicità delle patatine con l'ironico Rocco Siffredi stile Hugh Hefner, regno dei doppi sensi in un'atmosfera kitsch, mi piace proprio!       
postato da emanuelazini | 13:22 | commenti (9)


mercoledì, febbraio 15
 
Avevo un arretrato di vhs da vedere con la registrazione di alcune puntate di "CSI:New York" che mi ero persa. Che sofferenza e che impresa riuscire a vederle tutte di seguito senza addormentarmi! E' inutile, non sono proprio riuscita ad affezionarmi a questa nuova serie e sono proprio curiosa di vedere come siano riusciti a correre ai ripari nella seconda stagione. Secondo me è sbagliato proprio l'approccio di base delle storie. In tutte l'inizio fa presagire chissà che misteri, che poi quasi puntualmente si risolvono in qualcosa di molto più semplice e deludente. Il ritmo di investigazione è catatonico. I personaggi non sono assolutamente delineati, forse l'unica che si fa notare è la boccoluta aiutante, mentre è proprio Sinise ad avere più difficoltà a rendere credibile un personaggio troppo sfocato, con l'unica caratteristica di non dormire mai, dal viso assolutamente immoto, glaciale e dalla mancanza totale di ironia. Anche l'episodio del cecchino, in cui si è adoperato per dare più tempo al cavallo di riprendersi per poter affrontare meglio un'operazione, non è riuscito a renderlo più umano, con delle debolezze nascoste. La scelta di dare maggior rilievo alle singole storie a scapito dei personaggi, può essere una soluzione vincente se le storie sono all'altezza e invece anche queste sono veramente carenti, prive di fantasia, di serie B. L'unica un po' decente, fra tutte, è stata quella della sonnambula, anche se si era capito sin dall'inizio dove sarebbe andata a parare. Io comunque continuo a considerare "CSI: Las Vegas" e Grissom assolutamente imbattibili!  
postato da emanuelazini | 18:18 | commenti (9)


martedì, febbraio 14
 

Uhm, dopo la giornata di caos e aggiornamento server di ieri, sembra che oggi Splinder funzioni bene. Meno male!

L'altro giorno mi sono decisa a comprare "Noir", il primo numero, anche se già un commento di Latifah mi aveva fatto temere il peggio. E infatti è stata una vera delusione. Già una scritta sul cartone che lo conteneva mi ha fatto arrabbiare: "movente: sconvolgere il panorama delle riviste mensili maschili", ora, non capisco, chi dice che una rivista dedicata al noir debba essere letta prevalentemente da un pubblico di uomini?! Vado spesso alle presentazioni dei libri gialli della Scherlockiana e il pubblico è composto per almeno il 50% da donne! Comincio a sfogliarlo... Avrò una estetica troppo underground, ma questa carta patinata e leccata e la grafica precisina non mi ispirano proprio. L'assunto di base già mi lascia perplessa. Molti articoli di introduzione al noir, come se ormai non fosse un argomento ormai consolidato e servito in tutte le salse, sia in tv che nelle librerie. Alcuni articoli di cronaca nera veramente poco interessanti, anche perché sono convinta che per scriverne bisogna avere in mente una storia, riportare i meri fatti non è letteratura. E infatti uno dei pezzi migliori è il racconto romanzato di Colaprico sulla rapina alla bisca da parte di Turatello ed Epaminonda. Che c'è d'altro? L'ennesimo servizio sul film del Gorilla di Dazieri con Bisio, la solita Scarlett prossima "Dalia Nera" (e già tremo al pensiero!), qualche altra squinzia dark lady, un paio di scritti incomprensibili di Pinketts e soprattutto della Donà (terrà la rubrica di posta? E cosa le scrivi?), il solito articolo comparativo tra CSI - RIS e la realtà investigativa, un po' di recensioni che sembrano più un copia e incolla delle rassegne stampa, e (orrore!) l'indispensabile paginetta sullo shopping in noir, con profumo, orologio, sedia di Le Corbusier, cellulare... tutto rigorosamente nero! Ah, c'è anche un racconto inedito di Ian Rankin, scrittore che ammiro molto, il racconto è del 1992, un po' datato, ma piacevole. Che dire? Dubito prenderò il secondo numero e concordo con la scritta sul cartone, questa rivista, se continua così, andrà a mettersi nella fascia tra Men's Health e GQ... E ho detto tutto.

postato da emanuelazini | 14:00 | commenti (12)


venerdì, febbraio 10
 

Di tutto un po'.

Questa notizia non ha avuto molta eco, eppure io ci sono rimasta veramente male! Lo scrittore JTLeroy, dall'infanzia a dir poco burrascosa, dai tratti somatici molti femminili e sempre camuffati con cappello e occhialoni, che disse di essere anche sieropositivo commuovendo molte star mondiali della musica, dal cui libro "Ingannevole è il cuore più di ogni cosa" Asia Argento ha tratto un film che prima o poi vorrei vedere, beh insomma, è una bufala! Non esiste, è un prodotto di mercato creato ad hoc da una coppia di scrittori, gli stessi che si spacciavano per i salvatori del giovane Leroy, e in pubblico appariva una donna, la sorellastra di uno dei due. Ecco, io ci sono rimasta male, perché il tipo mi piaceva, perché avevo letto "Sarah", mi era piaciuto molto e pensavo fosse autobiografico, perché non pensavo fossero solo bolle di sapone, marketing as usual... E poi ho una curiosità: Asia lo sapeva? Mi sembra impossibile non lo sapesse, visto che si era sbilanciata in frasi pesanti, dicendo di volere un figlio da lui ecc. ecc. Mah! 

Ieri sono corsa a prendere i biglietti per il nuovo spettacolo teatrale de "La Fura dels Baus". Questa volta lo spettacolo intitolato "Metamorfosis" sarà ispirato all'opera di Kafka e promette meraviglie, come sempre. Li seguo da moltissimo tempo, e anche se hanno perso la carica eversiva dei primi anni, è sempre uno spettacolo da non perdere. Ricordo i primi spettacoli, si svolgevano all'Ansaldo, in un capannone di una fabbrica dismessa di Milano, si raccomandavano gli spettatori di indossare capi comodi e da sporcare, dal momento che lo spettacolo si svolgeva tra il pubblico, che veniva inseguito con motoseghe, copertoni di ruote di camion, fuoco, carrelli spinti a velocità elevata ecc. ecc. Un'ulteriore particolarità è la loro musica, sempre originale, dalle sonorità elettroniche, ma anche ipnotiche, sensuali o tecno e rabbiose... Ora i loro spettacoli sono nei teatri, quello precedente "XXX" era ad alto tasso erotico, chissà come sarà questo... 

Ho comprato "Sotto terra" di Jefferey Deaver, uno dei miei scrittori preferiti, anche se ultimamente mi ha un po' deluso. Sonzogno sta pubblicando i suoi primi romanzi, prima che diventasse famoso con il suo ottimo detective Rhyme, e questo è del 1992. Non so cosa aspettarmi, ma a questo punto è meglio così, visto che gli ultimi suoi romanzi erano troppo prevedibili nella loro imprevedibilità.  

postato da emanuelazini | 16:41 | commenti (12)


giovedì, febbraio 09
 
Avevo giurato che non sarei mai più andata a vedere un film di Woody Allen dopo aver visto "Tutti dicono I love you", l'ennesima incavolatura per essere stata fregata dalle solite recensioni entusiastiche. Ieri sera ho visto "Match point" e questa volta non mi sono pentita. Dell'ultimo Allen fortunatamente c'è ben poco, tranne la sua grande capacità di mettere quattro o cinque attori in una stanza e farli conversare meravigliosamente e il suo solito cinismo. Questo Allen ha molto in comune con Haneke e ho già detto tutto. La storia di un irlandese ex tennista professionista e una americana aspirante attrice (lo devo ammettere, qui Scarlett è un'ottima dark lady) catapultati nell'alta borghesia londinese, futuri cognati e amanti predestinati, sembrerebbe non nascondere ulteriori piani di comprensione e invece sotto si cela tutta l'oscurità di questo mondo. "Nella vita ci vuole più fortuna che talento" ecco l'assunto di base su cui si impernia questo film (e la vita), che non ha un attimo di stanca, un calo di ritmo, ti fa entrare nei meccanismi psicologici della famiglia Hewett, odiosa e menipolatrice da subito, ti fa stare dalla parte dei due outsider perché pensi che siano diversi, che non abbiano le stesse logiche, che si riconoscano e debbano per forza amarsi... Ma questo non è un film in cui l'amore vince su tutto, l'importante è dove cade la pallina da tennis dopo aver colpito il nastro. E ci sono i conti da fare, il famoso piatto della bilancia, e l'amore pesa così poco, una piuma, al confronto di cavalli, attici, lavori prestigiosi, auto con autista... E Allen ti frega, fino alla fine, perché pensi che la resa dei conti ci debba essere, perché al mondo c'è giustizia e in fondo in fondo ci credi anche tu che la palla che cade da una parte o dall'altra del campo lo fa perché ha in sè un'intrnseca giustizia inconoscibile, ma superiore... E invece forse non è così, forse è solo questione di fortuna.
Questo film mi è piaciuto molto, lo considero un grande film, ma no, non entrerà mai nella lista dei miei film preferiti. Perché? Perché io sono quella che ama Rosebud, Howl e Big Fish... 
postato da emanuelazini | 16:39 | commenti (15)


mercoledì, febbraio 08
 
L'altra sera sono entrata in un mondo incantato, magico, poetico, in un'altra dimensione, una gioia per gli occhi e per il cuore. L'altra sera ho visto "Il castello errante di Howl" di Miyazaki. E' impossibile descrivere quella gioia mista a stupita meraviglia che ti attanaglia guardando le immagini e le infinite trovate del grande Miyazaki. L'occhio si perde a guardare ogni minimo dettaglio nei disegni, indeciso su cosa guardare, il cuore si riempie di poesia e ogni cosa intorno sfuma, come se ciò che vedi nella pellicola abbia una tale forza espressiva da rendere persino la realtà un pallido ed evanescente riflesso... Questa volta non tutto scorre liscio, qualche oscurità nella trama c'è, alcuni personaggi vengono un po' abbandonati a se stessi, e non tutto sembra completamente risolto, ma non riesco a considerarlo comunque un grave difetto. Come si fa a non rimanere deliziati dall'enorme magia creativa di Miyazaki? Simpaticissimo il demone fuoco Calcifer e il suo legame non così banale con Howl, esilarante la lunga salita sulla scalinata reale con una gara lentissima fra la Strega delle Lande e la giovane/vecchia Sophie con in braccio un cagnolone ciccione, commovente l'amore di Sophie per Howl che si tramuta in dedizione, toccanti le continue mutazioni di Sophie a seconda dello stato d'animo, profondo il rapporto di Howl con la guerra, con la magia, con il suo rifiuto a esserci... Non riesco a dire di più, vorrei solo poter entrare in quel mondo anche solo un minuto della mia vita. 
postato da emanuelazini | 17:48 | commenti (8)


lunedì, febbraio 06
 

Ho già avuto modo di parlare (bene!) di "Indagine privata" di Ugo Mazzotta. Il 1° di Febbraio alla Fnac di Napoli c'è stata un'altra presentazione del libro. Ugo nel suo sito ha messo anche un video della serata. E' un monologo noir/comico che Ugo ha scritto apposta per la serata, letto da un attore. L'audio non è perfetto, ma man mano che la storia procede non ci si fa più caso. La parlata napoletana, l'interpretazione e il testo sono veramente un piccolo gioiellino. Fate un salto qui e guardate "Corso Secondigliano 451". Ne vale la pena!

postato da emanuelazini | 18:02 | commenti (30)


domenica, febbraio 05
 

Oggi incredibilmente sono riuscita a fare qualche foto a Dante!
Eccolo qui!

postato da emanuelazini | 19:10 | commenti (25)


giovedì, febbraio 02
 
Ci sono morti illustri e morti dimenticate e non sempre le morti dimenticate si riferiscono a persone da dimenticare. Sono varie le motivazioni... A volte muori lo stesso giorno in cui muore un personaggio più famoso di te e nessuno lo nota. O se fossi morto qualche anno prima tutti ne avrebbero parlato perché eri famoso, ma sei morto qualche anno dopo, quando nessuno ti ricordava più. A volte è proprio la tua morte a farti diventare più famoso di quello che eri in vita, ma non lo saprai mai. A volte è come muori che ti fa tornare sotto le luci della ribalta. Ecco, non so bene perché, ma della morte per infarto una settimana fa di Chris Penn a soli 41 anni ne hanno parlato in pochi. A me è dispiaciuto. Perché secondo me era bravo, l'avevo visto in uno splendido film di Abel Ferrara "Fratelli" e forse la plastificata Hollywood non ha saputo sfruttare il suo talento, favorendo il fratello bello e magro, che spesso gigioneggia imitando De Niro. Forse in un mondo parallelo adesso Chris è su Variety. Glielo auguro. Oggi questo post è dedicato a lui. 
postato da emanuelazini | 17:58 | commenti (11)


mercoledì, febbraio 01
 
E così "La bestia nel cuore" ce l'ha fatta a entrare nelle nomination per gli Oscar per il miglior film straniero. Francamente secondo me non se lo meritava proprio. Non l'avevo visto al cinema, l'ho recuperato in dvd qualche mese fa e me lo sono subitanemante scordato. Ho dovuto rileggermi oggi qua e là il riassunto della storia per farmelo tornare in mente. Non è buon segno... Del resto come potevo scordarmi la faccia da poverino eternamente fuori luogo di Lo Cascio? Stefania Rocco che fa la cieca lesbica in un seminterrato e che ha la capacità di abbassare qualsiasi sua parte a un ruolo da fiction tv? La Finocchiaro (brava!) sprecata in un ruolo da "insoddisfatta degli uomini mi faccio lesbica anche se non vorrei"? Boni che non si sa bene che parte ha, tradisce la fidanzata, ma poi boh, non è niente, continuiamo così... ? La Mezzogiorno che vaga con aria ispirata in tutto il film e smuove muscoli facciali solo nella scena (ridicola) delle doglie? Ah, qualcosa mi è piaciuto, Battiston, che è sempre una presenza scenica forte, mi ricorda un po' il mitico P.S.Hoffman, che voglio al più presto vedere in "Capote"! Mi vergogno un po' che il resto del mondo consideri questo come un film che per noi italiani valga la pena di essere presentato agli Oscar. Penso a "Le conseguenze dell'amore" e mi vergogno...
postato da emanuelazini | 18:54 | commenti (11)