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martedì, gennaio 31
 
Lo sapevo che sarebbe stato un po' masochistico vedere "The Island", ma insomma, era un film di fantascienza e c'era Ewan McGregor, come potevo non dargli almeno un'occhiata? E a dir la verità di occhiate gliene ho date più d'una, visto che l'ho visto in tre volte, in due giorni, quasi un'eresia per me che quando inizio a vedere un film non mi smuovo dal divano nemmeno sotto tortura. Beh, si è già capito che il film è proprio brutto, con numerose incongruenze logiche e con vari registri narrativi che con difficoltà si intersecano. L'inizio non è male, un pochino mi aveva fatto sperare bene, sembrava "L'uomo che fuggì dal futuro", ma è proprio dove finiva quel glorioso film e continua questo che tutto decade in un action movie indecente. Pubblicità occulta (mica poi tanto!) a iosa, scene di inseguimenti inverosimili e già viste milioni di volte, storia zoppicante e insulsa... Chi si salva? Beh, Steve Buscemi, solo perché come li interpreta lui i freaks non li interpreta nessuno! E' sempre un grande! La Scarlett mi è sempre stata antipatica e ora che ai Golden Globe l'ho vista con due palloni al posto del seno, fasciata in un orribile vestito rosso ho tolto l'ultimo residuo di sospetto che potevo avere sulla sua supposta classe. Ewan è sempre tanto carino, ma qui c'è solo per pagare la bolletta della luce e si vede. Uff, ma quando riuscirò a vedere un film di fantascienza ancora in grado di stupirmi?  
postato da emanuelazini | 13:49 | commenti (17)


venerdì, gennaio 27
 
Seconda puntata del "Grande Fratello",le solite impressioni qua e là. Avvisate la Marcuzzi che "nababbi" ha una sola "b" all'inizio e che se mette pantaloni stretti si notano le gambe arcuate, opti per le minigonne, ci sta meglio. Hanno cacciato Giovanna, insiste ancora a portare quei sandali al ginocchio, indossa un vestito rosso che la fascia tutta. Ho visto solo l'uscita nel corridoio, l'ha fatto camminando come se fosse su una passarella, non ho visto l'entrata in studio, ero nella vasca da bagno. Ma mi è bastato quello che ho sentito: sembra abbia fatto impazzire Fabiano, il buzzurrone piroettando in minigonna. E così è salvo anche il solito clichè della bionda che se la tira che ama farsela col "rozzo" (ha detto proprio così), ossia l'uomo puzzolente e buzzurro. Archiviata la Barbie, entrano altri due, un anestesista che appena entra nella casa dei nababbi esclama "Eh, ci ho azzeccato sì, ca..o!" in diretta, e una bella ragazza tunisiana, così che non si dica che il Grande Fratello non è attento all'attualità, ora ci sono dentro una musulmana e una cinese. Fabiano, il "rozzo" indossa una delle magliette più brutte che abbia mai visto, dev'essere sintetica, stile squadra di calcio tedesca anni'70. E' il tipico che pensa che tutto si debba risolvere coi muscoli: lo bloccano per un pelo prima che faccia leva con un piccone per scardinare il cancello che porta alla casa dei nababbi. Livio è affranto, passando nell'altra casa ha scordato il nanetto da giardino di gesso, continua a chiedere se può tornare a prenderlo, è l'unico con cui può parlare di notte... La Marcuzzi dà il peggio di sè, tanto che Liorni sembra quasi un bravo professionista. La Marcuzzi è l'unica che io abbia mai visto sbagliare a dire "sei stato nominato" a un concorrente, facendo prendere un inutile spavento a Simon. La Marcuzzi fa anche battute penose e soprattutto con riferimenti "alti". A Livio che aveva il mal di pancia ha consigliato i "bifidi" facendo quindi anche pubblicità occulta alla marca di yogurth cjhe sponsorizza. I due nuovi concorrenti sono chiusi in pacchi enormi e lei dice di sentirsi come Pupo (e quindi nominando un programma concorrente). I nominati son tre: Augusto, l'ex rapito che la prende bene "è un gioco", Franco, il poeta che pensa di essere stato nominato solo perché non è voluto sottostare ai giochetti degli altri in quanto a nomination,  Eleonora la boccolona fintissima, che ci rimane tanto male e chiede a Franco "ho qualcosa che non va?". Cacciate la boccolona! Fine trasmisisone. Alla prossima!  
postato da emanuelazini | 16:08 | commenti (22)


giovedì, gennaio 26
 
In questi giorni sono pigra. Sarà il freddo artico, sarà la neve che oggi a Milano sta cadendo abbondantemente, sarà il sonno cronicamente arretrato... Ho visto "Good night, and good luck" di George Clooney e mi è piaciuto molto. Ritmo sincopato, immagini in bianco e nero di classe, una sigaretta sempre accesa in un periodo come questo in cui in "E.T", vengono cancellate digitalmente le pistole dei poliziotti, il coraggio di un giornalista e del suo editore di combattere contro McCarthy e la sua politica di paura e repressione delle idee... Bravo Clooney e bravo all'attore protagonista David Strathairn, che non conoscevo e che terrò d'occhio. Ah, nel cast c'è anche Robert Downey jr. e quell'uomo continua a piacermi, un talento sprecato e poi riconquistato, una presenza che buca lo schermo e, sì, è vero, ho un occhio di riguardo per lui. Ho letto "Colorado Kid" di Stephen King, dopo aver letto recensioni perplesse. A me ha divertito molto leggerlo, è come trovare intatto un vecchio amico, solo lui sa descrivere così bene certi personaggi, i due vecchi giornalisti sono impagabili, la storia non c'è, la storia è buttata lì, la storia è qualcosa di cui non possono servirsi i grandi giornali per farne un servizio, qualcosa in cui i conti non tornano, gli spostamenti temporali lasciano perplessi, una storia in cui nulla è cambiato nel corso degli anni. Eppure la storia c'è, la non-storia c'è e a me è piaciuto leggerlo, anche se so che me ne dimenticherò presto. Ho noleggiato "The island", ne hanno parlato tutti maluccio, lo guarderò, sul divano, con la coperta addosso, guardando la neve cadere, una puzzola nella stanza accanto e la pigrizia che dolcemente mi accompagna.  
postato da emanuelazini | 15:15 | commenti (6)


martedì, gennaio 24
 

Avevo già parlato in toni entusiastici del miniCDR degli IANVA "La ballata dell'ardito" e non vedevo l'ora di poter sentire il CD di cui quello era solo (?!) un'anticipazione. Da circa un mese finalmente è uscito "Disobbedisco!" ed è, a mio parere, una grande conferma. Avete mai ascoltato un CD vedendone le immagini? Questa è la forza di "Disobbedisco!". Vedo il generale Diaz annunciare la vittoria (mutilata), sento l'ardore dei Legionari mentre intraprendono l'impresa di Fiume ("Di nuovo in armi!" è la mia preferita), vedo il Maggiore Renzi in balìa del fascino della sciantosa Elettra Stavros sul palco dell'Hotel Europa a Fiume, vedo il suo disorientamento per l'amore che l'ha colpito, mentre intorno la battaglia infuria, mentre la guerra arriva a Fiume, vedo i fumi dell'oppio, dei cannoni, le libagioni dei Legionari, leggo la disfatta sui volti di chi aveva creduto a questa impresa eroica, leggo la disperazione nel volto di Elettra che vorrebbe seguire il suo amato, ma viene fermata, leggo nei suoi occhi la speranza di reincontrarsi a Trieste, vedo quel colpo mortale, sento il tempo che passa, la sciantosa che canta ancora, un canto d'amore nascosto tra le pieghe del tempo, l'amore imperituro... Un film sonoro, che cattura l'immaginazione anche visivamente. Difficile trovare qualcosa di cui stupirsi in questi tempi adusi a tutto; "Disubbidisco!" stupisce. Ed è così dolce sentire quell'italiano ormai desueto, così poetico e forbito... Ribadisco: Stefania/Violentcity è mia amica da anni, ma anche se fosse un'emerita sconosciuta, il mio giudizio su questo CD non cambierebbe di una virgola.

postato da emanuelazini | 16:20 | commenti (7)


venerdì, gennaio 20
 
Ieri prima puntata della nuova stagione del "Grande Fratello" con Alessia Marcuzzi al posto della D'Urso. Ecco le mie prime impressioni, così, alla rinfusa. La Marcuzzi ha un linguaggio da quindicenne, una che dice "Povera Men Lo, si è presa un colpo" per me non ha molta ragione di stare in tv. Forse è colpa mia che pretendo almeno un italiano decente e non gergo giovanilistico fuori tempo massimo! Ci sono ben tre milanesi (due acquisiti) che ancora una volta danno l'immagine peggiore dei milanesi, ossia Milano = moda, shopping, massaggi e vuoto pneumatico in testa: la stangona che cercando del cibo dice: "Ma come lo nutro il mio corpicino?" e appena entrata: "Alla faccia di chi mi vuole male sto entrando al G.F." ed è già detto tutto, la bionda coi sandali al ginocchio che si è accasciata subito per terra (e che passa la giornata a fare acquisti in via Montenapoleone e a farsi fare massaggi) e il modello ossigenato... Un altro fancazzista che si è iscritto in sette università diverse, non si è ancora laureato e dice: "Il pomeriggio non passa mai perché gli altri miei amici lavorano". De Megni, l'ex bambino rapito dall'Anonima Sarda, che è stato messo al ballottaggio proprio con un sardo (vittima sacrificale) e non ditemi che non hanno fatto apposta. Una cinese che si veste in modo osceno e che sembra un clone ancora più scemo di Serena; però almeno sembra simpatica. Un borgataro ciociaro che fa la bodyguard, ha un tatuaggio di Padre Pio e fa cadere le braccia appena apre bocca. Una tutta boccoli con le meches, che fa l'annunciatrice in una tv privata, è tutta leziosa e piena di moine, clone di sua madre, due Barbie finte e truccatissime. Un poveraccio a cui hanno fatto credere di non essere stato preso e che è stato buttato dentro all'ultimo minuto (se vogliamo crederci), sembra l'unico simpatico, nome Filippo e anche se ha continuato a  dire "Per me è una grande rivincita" e sembrava Rocky, poi per fortuna si è ridimensionato. Una che ha partecipato a Miss Italia e sembra l'unica normale, o almeno non si è messa a urlare. Un poeta che lavora all'Università di Bologna e sembra uno sfigato senza speranza. Katia mi sembra abbia cambiato voce, si può fare il lifting pure alle corde vocali? Patrick mi sembra ingrassato, ma continua a essere il mio preferito. Liorni è sempre un poverino, ma va beh. Il resto non è pervenuto. Alla prossima.          
postato da emanuelazini | 15:17 | commenti (29)


giovedì, gennaio 19
 
"Medium" mi piace proprio! Mi piace perché Patricia Arquette non è una super donna, bella e sicura, ha il fisico un po' goffo, un bel viso particolare non da Barbie e il suo personaggio ha sì dei poteri paranormali, ma sono inseriti in una quotidianità normalissima, in cui il dramma di un omicidio convive col problema di una delle figlie che non vuole più togliersi il caschetto da ciclista... La serie è basata sulle vicende di un personaggio vero, tale Allison Dubois; ho fatto un po' di ricerche e il telefilm ha preso molte cose della vera protagonista: le tre figlie che hanno anch'esse dei poteri, la professione del marito, l'inizio come praticante avvocatessa e alcuni episodi... "Medium" mi piace perché non si prende sul serio, perché la Dubois è una normalissima madre di famiglia, perché anche il marito non è un bellone americano, ma bruttino, dolce, carino, comprensivo e i due sono una vera coppia, perché le bimbe attrici sono bravissime e ieri sera l'episodio del caschetto da ciclista e l'innamoramento della più grande lo dimostrano chiaramente, perché quello che è un dono è anche una maledizione perché a volte bisogna saper scegliere, perché queste visioni la svegliano di soprassalto di notte e svegliano anche il marito che le dorme accanto e spesso sono visioni strambe ed è bravo chi ci capisce qualcosa... E poi il primo episodio di ieri sera "Ho sposato una medium" è stato fantastico! Che bello l'intreccio fra la finzione di un telefilm anni '60 dal titolo profetico e la realtà di un apparente uxoricidio, tra il bel divo del cinema di cui Allison era innamorata da bimba e l'anziano signore sulla sedia a rotelle, e che delizia vedere la Arquette cotonata all'interno di quella visione! Da vedere!
postato da emanuelazini | 16:03 | commenti (7)


martedì, gennaio 17
 
Qualche giorno fa su SkyClassic ho rivisto con molto piacere, dopo una decina d'anni, "Una giornata particolare" di Ettore Scola. Questo film è l'esempio dello stato di coma vigile in cui versa il cinema italiano. Tutti si lamentano per la povertà di mezzi del nostro cinema rispetto agli effetti speciali dei blockbuster americani, ma se si ha in mano una sceneggiatura che non sbaglia un colpo, due magnifici attori (la Loren e Mastroianni sono i veri effetti speciali!) e una storia che vira come non te l'aspetti... beh, questa è la vera magia del cinema! Storia personale e Storia mondiale s'intersecano perfettamente, la venuta di Hitler a Roma, la famiglia di 6 figli, il condominio che si svuota, l'altoparlante della portinaia con l'incessante radiocronaca tronfia e vuota della visita di Hitler, gli unici due rimasti a casa, la donna magnificata dal fascismo come madre per la Patria e l'omosessuale cacciato dalla Eiar... Due "outsider" che si scoprono "unici", lei che scopre gli altarini di un maschilismo di regime nascosto da belle parole, lui che incontra una donna in grado di capire... Quanta angoscia nel vederla leggere il libro davanti alla finestra, il marito che quasi le ordina di andare a letto per fare un altro figlio, lei che fissa la finestra di fronte, lui che viene portato via e quel libro riposto nel mobiletto... Da rivedere dieci, cento volte.   
postato da emanuelazini | 16:31 | commenti (31)


lunedì, gennaio 16
 
Ok, ho visto le prime 4 puntate del tanto atteso "CS.I New York". Non mi hanno entusiasmato molto e ho letto su FilmTv che non sono la sola. In America, mentre le prime due puntate sono state seguite da un'alta percentuale di spettatori, quelle seguenti hanno avuto un calo consistente tanto che nella seconda stagione gli autori sono corsi ai ripari. Hanno spostato il laboratorio all'ultimo piano di un grattacielo, più alla luce, quello vecchio nel seminterrato era troppo triste (a me però piace!), hanno cambiato l'abbigliamento dei protagonisti rendendolo più cool, hanno inserito un nuovo personaggio aggiungendo così anche una buona dose di ironia (Grissom docet)... E gli ascolti sono tornati a buoni livelli. Non so se questi cambiamenti siano il vero problema. Il primo episodio mi è piaciuto, Sinise ha un dramma intimo e l'ultima inquadratura mi ha ricordato "La 25° ora", la storia però non era nuova, anche se non ricordo dove l'avevo già sentita... Gli episodi successivi li ho trovati noiosi, freddi, poco interessanti. Apprezzo il tono plumbeo dato alla città e alla pellicola  sempre virata sui toni del blu e del grigio, mi piace anche che la città di New York entri nelle singole storie, come un'imprescindibile protagonista in più... ma mancano i personaggi, le storie dei protagonisti. Sinise ha perso la moglie l'11 Settembre, ok, e quindi? Come si estrinseca questa cosa nella psicologia del personaggio in ogni puntata? Per ora non si è visto, c'è solo la tristezza, ma manca la profondità. Degli altri non si sa nulla di particolare e sembra che neanche importi. L'attenzione è tutta sulle storie, ma a mio parere questo non basta. Non basta perché di storie del genere ormai ce n'è in sovrabbondanza e non sono più una novità, ci vuole qualcosa in più, che qui per ora non c'è. Bisognerà aspettare la nuova stagione?  Ma basteranno un laboratorio e dei nuovi abiti per rendere interessante una serie? Intanto giovedì ci sono altre due puntate...
postato da emanuelazini | 16:33 | commenti (3)


venerdì, gennaio 13
 
Ieri sera sono stata all'Oasi Lipu di Cesano Maderno. C'è stata un'interessante conferenza su un popolo dimenticato, i Saharawi.  La storia di questo popolo è molto travagliata e può essere equiparata a quella dei Curdi o dei Tibetani... Sono un popolo ex nomade che non ha un proprio territorio, oltre 300.000 persone vivono in un campo profughi, circondato da 2400 Km di mura fatte erigere dal governo marocchino all'interno di quello che in realtà dovrebbe essere lo stato del Saharawi. Un piccolo riassunto della loro storia: il Saharawi è stata una colonia spagnola per molti anni, fino a quando nel 1969 sono state dismesse le colonie. Lo stesso giorno in cui la Spagna ha lasciato libero il territorio e formalmente avrebbe dovuto esserci l'indipendenza, la Mauritania e il Marocco sono entrati nel territorio, impadronendosene. E' cominciata una guerra di indipendenza e i Saharawi hanno costituito un movimento di ribellione, il Polisario, che è riuscito a farsi spesso valere contro eserciti ben più equipaggiati, tanto che la Mauritania ha deciso di ritirarsi. Il Marocco invece ha iniziato una vera e propria pulizia etnica con due Marce Verdi, con cui ha inviato in quei territori decine di migliaia di marocchini a lavorare, vivere e diventare la maggioranza. Dal 1991 è stata firmata una tregua e la situazione è in tragico stallo. Il Marocco occupa di fatto gran parte del territorio Saharawi, ne sfrutta le enormi risorse di fosfati e petrolio (ecco il motivo!), il 30% dei profitti della vendita dei fosfati continua ad andare alla Spagna e i Saharawi sono costretti in un campo profughi circondato dalle mura. Ci sono state decine di risoluzioni Onu per convincere il Marocco a indire un referendum per l'indipendenza del Saharawi, ma come sempre, quando ci sono in ballo molti interessi economici, l'Onu vale zero (e la Francia col suo diritto di veto pone ulteriori ostacoli)! Il referendum avrebbe dovuto tenersi nel 1998, poi nel 2000, il Marocco avrebbe voluto inserire tra i votanti anche i residenti marocchini del territorio (pazzesco!), non ci si metteva d'accordo sul censimento delle persone  con diritto di voto... E intanto il tempo passa, i giovani Saharawi tendono ad andare via a studiare e non tornano più, le grandi potenze sembrano non avere interesse ad andare contro al Marocco (uno dei pochi paesi islamici moderati), i marocchini residenti stanno annacquando l'etnia Saharawi... Ieri alla conferenza c'era Umberto Romano scrittore, poeta, e Giorgio Fornoni uno dei pochi reporter che hanno ancora il coraggio di rischiare e di dire cose scomode. Non per niente molte sue inchieste appaiono su Report... La Repubblica Saharawi è islamica, socialista e vige il matriarcato. Che strano, vero? La guerra ha portato la tragedia dei prigionieri da entrambe le parti. Nel video di Fornoni si sono visti soldati prigionieri marocchini che erano nel Saharawi da 11 anni! E ovviamente la stessa cosa capita per i prigionieri Saharawi in territorio marocchino, contro tutte le convenzioni di Ginevra! Ci sarebbero molte altre cose da dire... Possibile che nessuno ne parli? Che l'Onu permetta una così palese ingiustizia? Diffondete la voce, è l'unica arma. 
postato da emanuelazini | 17:31 | commenti (4)


giovedì, gennaio 12
 

E' un'idea di Elsa, partita da un suo commento a un mio post. Da qui è partita la proposta di fare un elenco delle cose del nostro passato di cui abbiamo nostalgia. Ha iniziato Elsa e condivido molte delle sue nostalgie... Ecco la mia lista, fatta più di sensazioni che di cose:

 

  • La mia maglietta verde di Yuppy Du con Celentano di schiena
  • Il bigliettaio sul tram, a cui porgevo il mio biglietto, che lui timbrava accuratamente e manualmente
  • I moon boot pelosoni
  • Il linguaggio farfallino
  • Essere trascinata per braccia e gambe sulla sabbia per creare col sedere la pista delle bilie nella sabbia
  • Le Crystal Ball
  • Gli scomodissimi guanti a manopola
  • Il pane caldo, cotto sui testi (un modo di cuocere tipico della Lunigiana) fatto da un'anziana signora del paese dei miei nonni
  • Il profumo della mitica colla Coccoina
  • Il profumo del mitico sciroppo Betotal
  • Il giro del sabato pomeriggio in via Torino e MM Duomo: Wendy, Zoccolaio, Inferno&Suicidio, Corneil's, UsaShop...
  • Le sigle di Vianello e Mondaini prima del Berlusca: Tarzan e Zorro
  • Gli schettini allungabili
  • Il diario con il lucchetto, su cui le compagne lasciavano un disegno e un pensiero
  • L'emozione e lo sguardo innocente delle prime volte al cinema
  • La Dune Buggy di "Altrimenti ci arrabbiamo"
  • I braccioli per stare a galla
  • Ufo Robot, Daitarn III e la sorpresa dei primi cartoni animati giapponesi
  • Il mangiadischi portatile arancione
  • Il profumo della mia gatta Dolly e di Clyde
  • Le interminabili partite di pallavolo estive
  • La Girella Motta
  • La spuma dell'oratorio
  • Le gelatine a forma d'orsetto sempre dell'oratorio
  • La scelta del diario per il successivo anno scolastico
  • La discesa delle scale per entrare in discoteca
  • Scacciapensieri e SuperGulp 

Mi fermo qui, altrimenti diventa un post chilometrico! Ne avrei di cose da aggiungere... Passo il testimone a chi ha voglia di continuare questa lista.   

postato da emanuelazini | 16:40 | commenti (16)


mercoledì, gennaio 11
 

Prendo il testimone da un post di Latifah e partecipo alla prima blog-catena del 2006. Bisogna elencare le proprie 5 abitudini più strane. E' vero che ovviamente a me non sembrano poi così strane, ma forse, riflettendoci... Uhm...  Non passo il testimone a nessuno, se vi va continuate la catena!
1) Ogni volta che mi viene il singhiozzo, il mio timore immediato è di entrare nel Guinness dei Primati! Questo perché ho letto anni fa di uno a cui il singhiozzo è rimasto per almeno 40 anni, la sua vita lavorativa, sociale e sentimentale è stata distrutta e poi all'improvviso il singhiozzo se n'è andato... ma nel frattempo lui è entrato nel Guinness dei Primati! Ecco io non vorrei superarlo...
2) Ogni volta che vado all'Esselunga devo fare uno sforzo enorme per non fiondarmi nel reparto "fiori e piante" e portarmi a casa una piantina, che invariabilmente purtroppo mi muore dopo poco tempo.
3) In auto devo avere sempre un pacchetto di Dietorelle alla fragola, un rimedio magico per un sacco di problemi emotivi!
4) Ultimamente con le mie colleghe stiamo andando spesso al Dixieland (locale di cucina tex-mex), almeno una volta alla settimana, e devo fare violenza su di me per non ordinare ogni volta, inesorabilmente, le "baked potatoes" e la cheese cake della Bindi!
5) (Ho tenuto per ultima quella più grave) Oltre a parlare con gli animali, facendo anche discorsi articolati (ma questo per chi ha un animale è normalissimo e comprensibile) io parlo anche con gli oggetti inanimati. Alla sera e alla mattina saluto sempre la mia auto, ogni tanto le chiedo se si è divertita a chiacchierare con le altre macchine accanto ecc. ecc. Ok, chiamate pure la neuro...
P.S. Dai commenti del mio precendente post è venuta fuori un'idea per una catena interessante. Perché ognuno non scrive un elenco di 10 (o 20?) cose di cui sentiamo la mancanza?  

postato da emanuelazini | 18:47 | commenti (6)


martedì, gennaio 10
 
13 o 14 anni fa (come passa il tempo!) facevo una fanzine. Si intitolava "Batty's tears", era scritta in inglese e si occupava di musica sperimentale/industriale e cinema. Ne ho fatti tre numeri, quasi completamente da sola. Ai tempi ovviamente non c'era Internet e passavo ore in Posta a spedire pacchi di fanzine in tutto il mondo. Non avevo un personal computer, usavo quello dell'ufficio di mio papà che non aveva nemmeno un programma di videoscrittura decente.  Usavo anche la fotocopiatrice dell'ufficio di mio papà e la facevo pagare 3.000 Lire. Adesso sembra impossibile, sembrano cose vecchissime eppure non sono una ultranovantenne! L'ultimo numero cominciava già ad acquisire una veste più decente, ma la mancanza di tempo e altre motivazioni (soprattutto la scarsità del materiale inviatomi) mi avevano fatto perdere lo slancio iniziale e così ho interrotto la "pubblicazione". Ripensandoci adesso il mondo delle fanzine è stato un antesignano di Internet e dei blog. Grazie a "Batty's tears" ho avuto modo di conoscere persone in tutto il mondo, gruppi musicali e semplici appassionati come me, c'era un grande scambio di idee e iniziative, anche se tutto necessariamente andava molto più a rilento, bisognava contare sulla velocità e affidabilità delle Poste... Ricordo ancora l'emozione per aver ricevuto una rivista australiana con la recensione della mia fanzine o una musicassetta di un gruppo islandese da recensire. Perchè ho scritto questo post in stile revival? Perché nei commenti del precedente post si parlava di libertà dei blogger. Beh, penso che in un modo o nell'altro i singoli individui siano sempre riusciti a trovare un modo per esprimere le proprie idee. Pare impossibile, ma una grande invenzione è stata proprio la fotocopiatrice. Ora grazie a Internet il mondo è diventato molto più piccolo e tutto è molto più veloce, ma in fondo in fondo, dietro c'è sempre e solo una piccola grande cosa: la scrittura, e la possibilità di diffonderla. Cerchiamo di non sprecarla. 
postato da emanuelazini | 18:12 | commenti (28)


lunedì, gennaio 09
 
Oggi ho poco tempo, il lavoro arretrato incombe, quindi butto lì solo un piccolo pensiero. Premetto che sono contenta che tutto si sia risolto nel migliore dei modi, ma... chi pagherà le spese affrontate per andare a salvare i turisti rapiti nello Yemen? Non sarebbe giusto che le spese dello Stato le pagassero loro? Non sarebbe meglio rendere obbligatoria una assicurazione che rimborsi le spese di eventuali sequestri o ferite per quella gente che vuole andare in Stati notoriamente insicuri solo per provare qualche brivido in più? Mi ha dato anche molto fastidio la dichiarazione di uno dei rapiti appena liberati: "Bel posto. Ci torneremo"! Sono d'accordo, posto splendido, l'ho visto attraverso molti documentari, ma se li rapiscono un'altra volta, lasciamoli là!
postato da emanuelazini | 17:35 | commenti (13)


mercoledì, gennaio 04
 
Non sono una estimatrice totale di Cronenberg. Degli ultimi ho amato molto "Spider", un po' meno "EXistenZ" e molto poco "Crash" e "Il pasto nudo"; mentre i miei preferiti in assoluto sono i suoi film degli anni'80. "A history of violence" è un film che ti prende lentamente, si svolge in una perfetta linearità, come la spiegazione di un teorema e non ti lascia spazio per voli pindarici di fantasia. Quello che vedi è quello che necessariamente c'è. Per cui Tom Stall ha una bella famiglia, una moglie che lo considera l'uomo più buono del mondo, un figlio che reagisce alle provocazioni del solito bullo con l'arma dell'ironia, una bimba bionda che tutti accorrono a rassicurare quando si sveglia urlando di notte perché ha sognato dei mostri. Perchè i mostri non esistono. Ma ne siamo propri sicuri? Siamo proprio sicuri che basti andare nel deserto e abbandonarli lì, perché non tornino? Arrivano due delinquienti nel bar di Tom e lui riesce a farli fuori così facilmente, con un'abitudine alla violenza che non ti aspetti da un uomo come lui. Un uomo che si eccita vedendo la moglie vestita da majorette adolescente... Eppure quando i mostri nascosti sotto il tappeto rientrano in casa e la violenza invade tutto, cosa si può fare? La consapevolezza dell'intrinseca natura violenta dell'essere umano appare innegabile, proprio come un teorema. E non è detto che non possa piacere, vedi l'altra scena di sesso tra i due coniugi... Ci sarà mai una fine? La consapevolezza porta alla serenità o è l'innocenza di un piatto posato su di un tavolo la vera salvezza? Una nota speciale per il grande e maligno Ed Harris e per le due migliori scene di sesso viste al cinema negli ultimi anni.
postato da emanuelazini | 18:26 | commenti (18)


lunedì, gennaio 02
 
Per fortuna il 2005 è passato. Per me è stato veramente un anno orribile. Non mi pronuncio sul 2006, ma spero sarà, anche solo di poco, migliore del precedente. Ho festeggiato il Capodanno a casa di una coppia di cari amici che abitano al piano di sotto. Eravamo in 3, ci siamo fatti fuori 4 bottiglie di champagne e alle 2 ci siamo messi a giocare a freccette. Ho vinto io. Che sia un segnale positivo? Mah... So solo che ancora oggi ho la testa pesante. Non ho più il fisico per queste cose.
postato da emanuelazini | 16:25 | commenti (12)